A Parigi il Ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha affermato la solidarietà della Francia nei confronti dei Paesi coinvolti in un conflitto non scelto da loro, dopo gli attacchi missilistici e con droni scatenati dall’Iran nel Golfo in risposta a quelli eseguiti dagli Stati Uniti e da Israele. Nel corso di questi attacchi è deceduto il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei e buona parte dei vertici politici-militari del Paese, segnando un aumento significativo delle tensioni nella regione.

Il Ministro Barrot ha voluto esprimere il sostegno della Francia ai Paesi dell’area, in particolare all’Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, colpiti dagli attacchi iraniani, e ha dichiarato che la Francia è pronta ad agire in conformità con gli accordi di difesa in vigore con queste nazioni ed in base al principio di autodifesa collettiva; inoltre, il titolare del “Quai d’Orsay” ha sottolineato l’importanza di discutere le azioni unilaterali presso organismi come le Nazioni Unite.
A sua volta, il Presidente francese Emmanuel Macron ha contattato l’omologo iracheno elogiandolo per gli sforzi sostenuti da Bagdad per evitare di allargare il conflitto; in Iraq è fortissima la componente sciita pro Iran e lì operano milizie armate e sostenute da Teheran che da anni conducono attacchi alle basi ed infrastrutture statunitensi presenti in loco ed in Siria (da quest’ultima peraltro poco prima dello scoppio della nuova guerra Washington aveva completato il rientro dei suoi militari).
Insieme a Germania e Regno Unito, la Francia ha avvertito che le azioni iraniane rappresentano una minaccia diretta per le nazioni alleate, considerati anche il blocco alla navigazione commerciale nel Golfo Persico e le minacce nel Mar Rosso e Golfo di Aden, nonché gli scriteriati attacchi lanciati contro obiettivi non militari nei Paesi che si affacciano sul Golfo Persico.
Una prima mossa francese è stata quella di richiamare il Carrier Strike Group della portaerei Charles De Gaulle che si trovava nel Mar Baltico in Svezia per essere trasferito verso la regione del Medio Oriente.
Non si escludono ulteriori decisioni come l’invio di batterie di difesa aerea e missilistica SAMP/T e di caccia bombardieri Rafale per rinforzare i Paesi arabi amici.
Il Governo di Parigi è seriamente preoccupato dell’evoluzione della situazione in atto che potrebbe degenerare in un conflitto su larga scala nell’intero Medio Oriente, considerato che in quell’area risiedono circa quattrocentomila francesi; a tal fine sono state attivate le procedure di evacuazione dai Paesi maggiormente esposti alle prime ondate di attacchi iraniani.
Foto credit @Armée de l’Air et de l’Espace