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A tal fine, il Ministro della Difesa turco Yaşar Güler si è recato a Londra come ospite ufficiale del Ministro della Difesa britannico John Healey.
In occasione dell’incontro odierno, i due Ministri hanno discusso della cooperazione nel settore della difesa tra i due Paesi.
Inoltre, la Turchia, che ha firmato un contratto con il Regno Unito nell’ottobre 2025 per la fornitura di 20 caccia Eurofighter Typhoon, completi di equipaggiamento e munizioni, ha ora raggiunto un accordo con il Regno Unito per la firma di un contratto di supporto logistico per la manutenzione e l’utilizzo dei velivoli.
In questo modo, la Turchia ha provveduto a completare l’intero processo di approvvigionamento degli Eurofighter Typhoon.
Prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente risulta che la Turchia fosse in trattative con l’Oman per l’acquisto di 12 Eurofighter Typhoon e con il Qatar per altrettanti velivoli, questi ultimi Tranche 3+ con radar ECRS Mk0 AESA di Leonardo.
Fonte Ministero della Difesa turco
Foto credit @Royal Air Force
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L’AMK consentirà un’integrazione più rapida di nuove armi e la certificazione di nuovi carichi esterni, tra cui i futuri missili antiradar, che consentiranno la soppressione e la distruzione dei radar di difesa aerea nemici.
Ulteriori funzionalità, come armi aria-superficie e missili aria-aria all’avanguardia, saranno integrate nella variante AMK per il cliente principale. Le integrazioni future riguarderanno, tra le altre voci, l’ultima versione di missili stand-off.
L’AMK apre inoltre la strada a un ulteriore miglioramento delle prestazioni di combattimento aereo del jet, in particolare attraverso una migliore acquisizione del bersaglio e migliori capacità di combattimento ravvicinato. Questo miglioramento è dovuto all’estensione delle alette di fusoliera, dei flaperoni e della radice del bordo d’attacco (Leading Edge Root eXtension – LERX), con un conseguente notevole aumento della portanza massima alare, circa il 25%, con benefici sull’agilità, la manovrabilità e le capacità nel combattimento aereo ravvicinato (dog-fighting).
Lo sviluppo e la produzione dell’AMK, condotti dalle aziende partner di Eurofighter Airbus, BAE Systems e Leonardo, rafforzeranno ulteriormente la competenza tecnologica dell’industria aerospaziale europea, dimostrando una cooperazione di successo nello sviluppo e nella qualificazione di moderni sistemi di aerei da combattimento.
Secondo Jorge Tamarit-Degenhardt, Amministratore delegato di Eurofighter, l’AMK fornirà un enorme impulso alle Forze aeree durante le loro missioni, migliorando significativamente l’integrazione delle configurazioni aria-superficie ed offrendo una maggiore flessibilità nel trasporto di carichi, supportando al contempo le prestazioni di volo; l’Eurofighter Typhoon continuerà a essere la spina dorsale della difesa aerea europea fino al 2060 ed i miglioramenti delle capacità, come l’AMK, garantiranno che la piattaforma sia operativamente efficace per svolgere tale ruolo.
Per Simon Ellard, già Vice Maresciallo dell’Aria (in pensione), Direttore Generale NETMA, il contratto proseguirà l’evoluzione dell’Eurofighter Typhoon.
Fonte ed immagine credit @Eurofighter GmbHe
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L’ECRS Mk2 o European Common Radar System Mark 2 è un radar a scansione elettronica od Active Electronically Scanned Array (AESA) multmissione all’avanguardia che offrirà ai caccia Typhoon aggiornati della RAF capacità di guerra elettronica avanzate compreso lo jamming, consentendo ai velivoli di rilevare, identificare, tracciare ed ingaggiare bersagli multipli in aria, in mare ed a terra contemporaneamente.
Il nuovo radar, sviluppato con architettura aperta per ricevere costantemente gli aggiornamenti rilasciati, ricorre ad arseniuro di gallio (GaAs) e nitruro di gallio (GaN) per gli amplificatori di potenza a transistor ad alta mobilità elettronica che permettono una generazione efficiente di fasci multipli, superando i limiti dei vecchi radar a scansione meccanica Captor-M ora in dotazione ai Typhoon.
L’ECRS Mk2 è in grado di svolgere anche funzioni di guerra elettronica (EW) e di attacco elettronico (EA) poiché combina l’antenna a scansione elettronica di cui è dotato con un potente jamming, consentendo ai piloti dei Typhoon di localizzare, identificare ed interrompere gli emettitori di radiofrequenza (RF) nemici e di poter sopprimere al contempo le minacce (missioni SEAD).
Tale contratto rientra nell’ambito di un programma di sviluppo e prove svolto con successo dall’industria e dalla Difesa britannica, reso possibile grazie ad importanti investimenti a lungo termine da parte del UK MoD, e rappresenta un importante passo avanti nelle capacità operative dei Typhoon britannici.
In base al contratto assegnato BAE Systems e Leonardo UK provvederanno ad allestire e consegnare alla RAF un totale di 38 radar ECRS Mk2 che saranno integrati sull’intera flotta di Typhoon standard Tranche 3 al posto degli attuali radar Captor-M, aggiungendosi ai due esemplari già realizzati ed impiegati dal UK MoD per eseguire prove a terra ed in aria.
Il nuovo radar ECRS Mk2 sarà in servizio operativo con la RAF entro la fine del corrente decennio, permettendo ai piloti della linea Typhoon una consapevolezza situazionale migliorata negli ambienti contesi con evidenti benefici in termini di ottenimento della superiorità e supremazia aerea.
Fonte e foto credit @BAE Systems
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Sulla scia dei precedenti ordini, questo ultimo contratto per i missili aria-aria METEOR è stato assegnato a MBDA dal Meteor Integrated Joint Programme Office (IJPO) per conto dell’Ufficio federale tedesco per le attrezzature, la tecnologia informatica e il supporto in servizio della Bundeswehr (BAAINBw).
METEOR è il frutto di un consorzio collaborativo di partner europei guidato da MBDA con Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna e Svezia che fanno parte di questa collaborazione.
Il missile METEOR è dotato di un sistema di propulsione a ramjet, un razzo a combustibile solido, a flusso variabile, intubato, prodotto in Germania dalla consociata di MBDA Bayern-Chemie.
Tale motore a ramjet fornisce al missile la spinta necessaria per raggiungere l’obiettivo mantenendo una velocità superiore a Mach 4 per tutta la durata del volo, garantendogli una “No Escape Zone (NEZ)” unica, più ampia rispetto a molti altri missili aria-aria, che si attesta oltre i 60 km, rendendo di fatto impossibile o altamente improbabile al bersaglio di manovrare e sottrarsi all’ingaggio.
Il missile ha una portata molto superiore i 100 km che lo rende un’arma ideale per ingaggi a lunga distanza evitando il combattimento aereo; offre una capacità multi-colpo (lanci multipli contro bersagli multipli) ed ha la capacità di colpire bersagli altamente manovrabili come caccia bombardieri e piccoli bersagli come UAV e missili da crociera in un ambiente caratterizzato dalla presenza di pesanti contromisure elettroniche (ECM).
Il METEOR è dotato di un sensore di ricerca o seeker radar attivo che opera in banda X e di un datalink bidirezionale che consente aggiornamenti sulla posizione del bersaglio a metà rotta, anche da fonti esterne (network-centric warfare).
La testata del missile è ad esplosivo pre-frammentato e la spoletta può essere programmata per ottenere un impatto diretto o di prossimità (RF).
Il missile del tipo BVRAAM ha un peso di 190 kg, lunghezza di 3,7 metri ed un diametro di 178 mm.
Il METEOR equipaggia i caccia bombardieri Eurofighter, Rafale, Gripen europei e KF-21 Boramae sud coreano.
Nel corso del 2025 è iniziata l’integrazione del missile con i caccia bombardieri F-35 Lightning II nelle versioni “A” a decollo ed atterraggio convenziale e “B” che ha capacità di decollo corto ed atterraggio verticale; l’integrazione interessa il Regno Unito e l’Italia.
In Germania il METEOR è già impiegato a bordo dei caccia Eurofighter della Luftwaffe; peraltro, la prossima immissione in linea dei caccia bombardieri F-35A potrebbe comportare il dispiegamento di questo missile anche su questi velivoli, potendo la Germania sfruttare il processo di integrazione e certificazione del METEOR che l’Italia ha avviato per i suoi F-35A.
Sempre nel novembre dello scorso anno la Força Aérea Brasileira (FAB) ha eseguito con successo un lancio di prova di un missile METEOR da parte di un nuovo caccia bombardiere F-39 Gripen, il Gripen E costruito da Saab insieme ad Embraer.
Fonte e foto credit @MBDA

Alla “Spears of Victrory 2026” sono presenti Forze provenienti da 15 Paesi alleati e partner del Regno dell’Arabia Saudita di cui 5 come osservatori, vale a dire il Regno del Bahrein, il Bangladesh, la Francia, la Grecia, l’Italia, il Regno di Giordania, la Malesia, il Regno del Marocco, il Sultanato dell’Oman, il Pakistan, l’Emirato del Qatar, la Turchia, il Regno Unito e gli Stati Uniti.
Per l’Italia partecipa l’Aeronautica Militare con caccia Eurofighter F-2000 (Typhoon) del 36° Stormo di Gioia del Colle e da sorveglianza radar Conformal Airborne Early Warning E-550A del 71° Gruppo inquadrato nel 14° Stormo di Pratica di Mare.

L’esercitazione, uno dei più importanti eventi addestrativi della regione mediorientale, si svolgerà fino al prossimo 5 febbraio presso la base aerea King Abdulaziz di Dhahran.
Uno dei principali obiettivi perseguiti dalla “Spears of Victory 2026” è migliorare la interoperabilità tra le Forze aeree, scambiare conoscenze e competenze tattiche e simulare minacce moderne in ambienti fortemente caratterizzati da guerra elettronica e da aspetti di cyberwarfare.
L’esercitazione mette alla prova i sistemi di comando e controllo (C2) integrati con le Forze Armate saudite e con il Comando Militare Unificato del GCC.
L’Air Warfare Center, una delle strutture di addestramento più avanzate presenti in Medio Oriente, supporta lo sviluppo di piani ed operazioni di combattimento, esegue la valutazione delle capacità e provvede alla sperimentazione ed analisi di sistemi ed armi.
Fonte e foto credit @Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita
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Questo contratto per il supporto include lo sviluppo delle capacità del Typhoon, la gestione di problemi operativi e la conformità alle normative.
Il contratto di durata quinquennale assegnato dal UK MoD garantisce che i Typhoon rimangano sicuri e pronti a proteggere lo spazio aereo del Regno Unito, sostenendo anche gli Alleati della NATO.
Il nuovo contratto supporterà 250 posti di lavoro, tra cui sei piccole e medie imprese (PMI), fornendo competenze necessarie per mantenere operativa la flotta Typhoon.
Il Typhoon, l’aereo da combattimento principale della RAF, svolge operazioni di difesa e attacco in tutto il mondo. Il contratto garantisce supporto tecnico per l’ottimizzazione delle capacità.
QinetiQ investirà anche in nuove tecnologie e metodi digitali, supportando più di 3.000 posti di lavoro in tutto il Regno Unito.
Fonte e foto credit @Defence Equipment & Support (DE&S)
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La Bundeswehr sta rafforzando pertanto la sua capacità di attacco in profondità con l’acquisizione del TAURUS NEO. Il TAURUS NEO consente alla Luftwaffe di superare i sistemi di difesa aerea nemici lanciato da una distanza di sicurezza, riducendo al minimo i rischi per piloti e velivoli.
Con una gittata di oltre 500 chilometri ed i più elevati standard di precisione, il TAURUS NEO fornirà un contributo significativo alla deterrenza ed alla difesa nazionale ed alleata.
Il missile è destinato all’impiego sull’Eurofighter e si basa sul missile guidato TAURUS già in servizio presso la Bundeswehr e schierato sul Tornado IDS della Luftwaffe.
Il nuovo missile si caratterizzerà rispetto alla versione attuale per miglioramenti nella gittata, nella bassa osservabilità, nella precisione del attacco con l’adozione di un sensore di nuovo tipo e negli effetti della potenza esplosiva della testata, nonché nell’adozione di contromisure di tipo migliorato.
Il TAURUS NEO ha incontrato l’interesse di diversi Paesi e la Germania pensa ad un futuro progetto di approvvigionamento congiunto di diversi Paesi partner alleati che avverà sotto l’egida di OCCAR, l’Organizzazione Congiunta per la Cooperazione nel settore degli armamenti.
MBDA ha già iniziato a sviluppare le nuove tecnologie nell’ambito del contratto di manutenzione e modernizzazione per TAURUS, assegnato da BAAINBw a dicembre 2024. Ciò migliorerà la tempestività di disponibilità dei primi sistemi. Inoltre, il contratto ora firmato prevede ulteriori sviluppi che consentiranno nuove ed avanzate funzionalità, con una maggiore capacità produttiva per l’arma modulare a distanza TAURUS.
Tra il 2023 e il 2025, MBDA raddoppierà la produzione di nuovi missili guidati per l’intero gruppo e investirà altri 2,4 miliardi di euro tra il 2025 e il 2029 per garantire l’aumento della produzione nei prossimi anni.
Fonte e foto credit @MBDA Deutschland
]]>La cerimonia ufficiale si è tenuta il 9 dicembre 2025 presso l’Air Force Headquarters di Dhaka, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Air Chief Marshal Hasan Mahmood Khan, e dell’Ambasciatore d’Italia in Bangladesh, Antonio Alessandro.
L’accordo rappresenta il primo passo formale verso la potenziale fornitura del velivolo di quarta-plus generazione, destinato, secondo quanto riportato dalla stessa Aeronautica, a entrare nella BAF, rafforzandone le capacità multiruolo con standard avanzati in termini di sorveglianza aerea, combattimento aria-aria e attacco al suolo.
Alla firma erano presenti alti rappresentanti di entrambi i Paesi, tra cui ufficiali dello Stato Maggiore bangladese e delegazioni dell’industria italiana. La LOI apre ora a un percorso negoziale che potrebbe includere configurazioni operative, pacchetti addestrativi, supporto logistico, weapon package e potenziali compensazioni industriali.

Il Bangladesh ha avviato negli ultimi anni un processo di rinnovamento delle proprie capacità aerotattiche, sia attraverso il potenziamento delle linee esistenti, sia tramite la selezione di nuovi sistemi per la difesa aerea nazionale.
Lo scorso aprile il governo aveva infatti istituito un comitato interministeriale per negoziare l’acquisto di 20 caccia Chengdu J-10 per un valore stimato di 2,2 miliardi di dollari. L’avvio del dialogo con Leonardo introduce ora una seconda opzione occidentale di alto livello, che potrebbe ridefinire gli equilibri di approvvigionamento del Paese.

L’eventuale introduzione del Typhoon consentirebbe alla Bangladesh Air Force di compiere un salto qualitativo notevole rispetto all’attuale inventory, stimato in circa 212 velivoli, di cui 44 da combattimento.
Tra i principali assetti oggi in linea figurano MiG-29, F-7 e modernizzati F-7BGI, velivoli che rappresentano ancora il segmento operativo principale ma risultano ormai superati rispetto ai profili di minaccia contemporanei.
Il Typhoon, progettato come velivolo swing-role e dotato di una avionica avanzata basata su architettura digitale, radar AESA Captor-E, ampio spettro di armamento aria-aria e aria-superficie e avanzate capacità di difesa aerea.

La firma dell’accordo rappresenta un rilevante successo per Leonardo e per l’industria italiana, che negli ultimi anni ha consolidato collaborazioni nel settore difesa con numerosi Paesi dell’area asiatica e mediorientale.
Un’eventuale commessa per il Bangladesh andrebbe a rafforzare ulteriormente la dimensione export dell’Eurofighter, già presente nelle aeronautiche europea, mediorientale e asiatica.
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Attualmente, sono in linea 581 caccia bombardieri Eurofighter in 9 Paesi; le quattro nazioni che hanno dato vita al consorzio, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna, l’Austria, l’Arabia Saudita, il Kuwait, l’Oman ed il Qatar.
In produzione il consorzio Eurofighter, che raggruppa Airbus Defence and Space con gli stabilimenti in Germania e Spagna, BAE Systems nel Regno Unito e Leonardo in Italia, ad oggi ha 67 esemplari, di cui 38 per la Germania (programma Quadriga), 20 per la Spagna (programma Halcon 1), 7 per il Kuwait e 2 per il Qatar.

Gli esemplari per il Kuwait ed il Qatar appartengono alla Tranche 3+ perché sono fondamentalmente dei 3A dotati di radar E-SCAN ECRS Mk 0, la variante a scansione elettronica del Captor sviluppata da Leonardo in collaborazione con BAE Systems e con l’Aeronautica Militare che ha curato le prove, e del sistema da protezione elettronica Praetorian Defensive Aids Sub Systems (DASS) aggiornato.
I velivoli per la Luftwaffe e per l’Ejército del Aire y de l’Espacio saranno, invece, Tranche 4 dotati di radar ECRS Mk 1 sviluppato da Hensoldt ed Indra, oltre nuovi sistemi, e sono destinati a sostituire i Tranche 1 tedeschi e parte degli EF-18 Hornet spagnoli.
Nel corso di quest’ultimo bienno il consorzio Eurofighter ha mostrato ottima vitalità ottenendo ordini per 89 nuovi esemplari, di cui 25 dalla Spagna, 24 dall’Italia, 20 dalla Germania e 20 dalla Turchia, nuovo cliente del caccia bombardiere.

Per la Germania i nuovi velivoli apparterranno alla Tranche 5; è altamente probabile che anche i velivoli spagnoli saranno dello stesso tipo perché fondamentalmente simili allestiti da Airbus in terra tedesca ed iberica.
Discorso diverso per l’Italia; si parla infatti di velivoli Tranche 4 dotati di ECRS Mk 0 di Leonardo con possibile adozione in un secondo tempo del ECRS Mk 2 ora in fase di sviluppo da parte di Leonardo UK; i nuovi esemplari saranno destinati a sostituire i Tranche 1 giunti a fine vita operativa e con capacità limitate in servizio con l’Aeronautica Militare.
Per la Turchia, invece, i tempi sono più lunghi, e gli esemplari che saranno allestiti dalla linea produttiva di BAE Systems usciranno dotati del radar ECRS Mk 2 sin dal primo momento.

La stessa Turchia mira ad ottenere dal Qatar dodici Eurofighter praticamente appena fabbricati da BAE Systems, con poche ore di volo sulle ali, per iniziare ad operare con tale velivolo in attesa di ricevere gli aerei di nuova produzione dal Regno Unito.
Inoltre, Ankara ha avviato una trattativa simile con l’Oman che, peraltro, disponde, di Eurofighter dotati di radar Captor-M a scansione meccanica e non elettronica.
Ma, come anticipato, il consorzio Eurofighter punta ad ottenere nuove commesse stimando la possibilità di incamerare ordini per altri 134 esemplari.
Di questi, 12 sarebbero quelli acquistati dal Qatar in sostituzione degli esemplari in via di trasferimento alla Turchia e 54 per l’Arabia Saudita interessata a rinnovare la sua linea di Eurofighter ampiamente impiegata in combattimento sullo Yemen.
I rimanenti nuovi velivoli sarebbero ordinati, invece, da Austria e dalla Polonia.
Le novità sostanziali sarebbero rappresentate da ben 36 esemplari che interesserebbero l’Austria che, attualmente, dispone di 15 Eurofighter Tranche 1 Block 5 con limitazioni di capacità di armamento, recentemente integrati da una coppia di Eurofighter biposto appartenenti alla Tranche 1 ceduti dalla Luftwaffe tedesca alla Luftstreitkräfte austriaca, e dai 32 esemplari che il consorzio mira a vendere alla Polonia che diverrebbe così un nuovo Paese utente del caccia europeo.

Per l’Austria il possibile ordine di 36 Eurofighter di nuova produzione rappresenterebbe un vero e proprio salto di qualità, raddoppiando di fatto la linea, dotandola di velivoli allo stato dell’arte senza limitazioni di armamento, con Iris-T e Meteor BVR, che si andrebbero ad aggiungere ai 12 M-346FA, la variante da combattimento “leggero” e da addestramento avanzato del velivolo italiano, appena ordinati a Leonardo.
Pertanto, se andasse in porto quest’ordine che, comunque, richiede un aumento dei piloti, del personale tecnico, l’adeguamento infrastrutturale delle basi aeree e la costituzione di adeguate scorte di armamento, le polemiche con Airbus che contraddistinsero l’acquisto dei primi Eurofighter sarebbero totalmente e definitivamente archiviate; la guerra scatenata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina e la nuova postura adottata dagli Stati Uniti con l’Europa ha comportato per Vienna un totale cambio di passo nella sua politica militare, aumentando le spese per la Difesa per ammodernare e potenziare le Forze Armate alle prese con uno scenario imprevisto di un possibile conflitto europeo su vasta scala ed un imprevedibile disimpegno statunitense dall’Europa e con nuovi rapporti di Washington con la NATO di cui, peraltro, l’Austria non è membro ma è partner.
L’altra commessa reputata possibile dal consorzio concerne la Polonia che ha un requisito per 32 caccia da superiorità aerea; il velivolo europeo si scontra principalmente con l’F-15EX che Boeing supporta in modo pesante per ottenere l’agognato ordine.

Peraltro, c’è da notare che la Polonia che ha avviato in questi anni un gigantesco piano di riarmo che vede interessate tutte e tre le Forze Armate, ha richiesto oltre 40 miliardi di euro di prestiti al SAFE ed è il Paese con la maggior quota domandata tra i 19 Paesi dell’Unione Europea più il Canada che hanno deciso di aderire a questa forma di finanziamento agevolato per l’acquisto di determinati sistemi d’arma ed equipaggiamenti tra cui quelli per la difesa aerea; tali acquisti saranno resi possibili con il contributo della Commissione per stimolare l’industria europea del settore militare.
L’enorme somma richiesta dalla Polonia che, comunque, dovrà essere vagliata dalla Commissione e autorizzata dal Consiglio d’Europa (procedura che vale per tutti i Paesi che hanno aderito al SAFE) potrebbe favorire il consorzio Eurofighter che per la Polonia è rappresentato da Leonardo fortemente ivi presente con elicotteri, velivoli d’addestramento ed equipaggiamenti terrestri, con propri impianti di produzione che assicurano anche la manutenzione ed il supporto.
Non è un mistero che il consorzio abbia offerto alla Polonia larga partecipazione industriale alla commessa ed un ingresso nel programma come fornitore di componenti. Per Varsavia uno dei requisiti prioritari è l’ampliamento della sua base industriale, ottenere importanti carichi di lavoro, aumentare e sostenere la forza lavoro e favorire lo sviluppo tecnologico del settore industriale legato alla Difesa.
Non si può dimenticare che Airbus nell’ambito del consorzio Eurofighter ha in fase di sviluppo la versione da guerra elettronica e soppressione delle difese aeree nemiche dell’Eurofighter, l’Eurofighter EK al momento adottato dalla Luftwaffe in 15 esemplari per la sostituzione di parte degli attuali Tornado ECR DE in servizio.

Peraltro, non sono da escludere nuove commesse da parte della Germania e della Spagna per ulteriori Eurofighter Tranche 5 per sostituire, rispettivamente, gli ultimi Tornado IDS e EF-18 Hornet ancora in servizio ed è aperto il discorso con la Turchia che sembra interessata ad ampliare il numero di velivoli a sua disposizione.
In conclusione, per un velivolo che sconta scelte industriali non proprio lineari (quattro linee di produzione, sviluppo di tre versioni dello stesso radar E-SCAN) i risultati ottenuti e quelli in divenire sono ottimi, considerato che trattasi di un velivolo da combattimento ad alte prestazioni che può essere acquistato e mantenuto solo da Paesi che hanno disponibilità economica ed Aeronautiche di alto profilo.
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Il contratto prevede che Helsing fornisca il suo software basato sull’intelligenza artificiale, Cirra, per la guerra elettronica. Nei prossimi tre anni Cirra sarà integrato da Helsing nella suite di sensori Arexis di Saab sull’Eurofighter.
Il software e l’hardware di entrambe le aziende consentiranno congiuntamente all’Eurofighter di condurre missioni di combattimento e di distruggere i sistemi di difesa aerea nemici, inclusi scenari contro moderne forze aeree dotate di risorse equivalenti.
Inizialmente, l’Eurofighter sarà abilitato come capacità aerea autonoma. In futuro, potenzierà anche le capacità di altri aerei da combattimento della Luftwaffe attraverso la condivisione collaborativa dei dati.
Il software Cirra di Helsing affronta uno dei problemi più urgenti nel settore aereo: radar di difesa aerea adattabili e dinamici. Cirra utilizza il deep learning per classificare gli emettitori di difesa aerea sconosciuti e comprenderne le intenzioni.
Gli algoritmi sono eseguiti direttamente sui velivoli da combattimento, consentendo l’analisi delle minacce in tempo reale e il riconoscimento delle intenzioni, anche in presenza di emettitori sconosciuti. Cirra aumenta così significativamente la sopravvivenza dei caccia e fornisce al personale delle forze aeree alleate una consapevolezza situazionale completa ed accurata.
Per dimostrare le capacità del sistema e ridurre i rischi del programma, negli ultimi mesi Helsing ha integrato Cirra in un banco di prova volante e sono stati condotti voli di prova e valutazione di proprietà dell’azienda.
Saab Germania e Helsing erano già state selezionate nel 2023 dal Ministero Federale della Difesa tedesco per dotare 15 Eurofighter della Luftwaffe di sistemi di guerra elettronica (EW).
Con il contratto ormai concluso e il completamento con successo della fase di progettazione negli ultimi 18 mesi, l’integrazione del sistema Arexis nell’Eurofighter inizierà in collaborazione con Airbus Defence and Space.
La Luftwaffe ha avviato il programma Quadriga che prevede la realizzazione di 38 Eurofighter Tranche 4 e, successivamente, altri 20 Eurofighter Tranche 5; questi velivoli permetteranno alla forza aerea tedesca di sostituire gli Eurofighter Tranche 1 di capacità operative limitate ed una parte di Tornado IDS giunti a fine vita operativa.
Gli Eurofighter Tranche 4 e 5 della Luftwaffe saranno dotati di radar ECRS Mk1, radar a scansione elettronica (AESA) sviluppato da Hensoldt in collaborazione con la spagnola Indra che sarà impiegato anche dall’Ejército del Aire y del Espacio a bordo dei 45 nuovi esemplari di Eurofighter ordinati nell’ambito dei programmi Halcon 1 e 2.
Inoltre, Airbus Defence and Space sta sviluppando la versione da guerra elettronica e soppressione delle difese aeree dell’Eurofighter, l’EK, che sostituirà a partire dal 2030 i Tornado ECR-DE in servizio con la Luftwaffe; al momento sono stati ordinati 15 esemplari.
Fonte Helsing
Immagine credit @Airbus Defence and Space
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