Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 F-35 Lightning II – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Mon, 08 Jun 2026 22:20:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg F-35 Lightning II – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 Nuovi F-35 Helmet Mounted Displays Systems ordinati https://staging.aresdifesa.it/nuovi-f-35-helmet-mounted-displays-systems-ordinati/ Thu, 02 Apr 2026 14:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66348 Leggi tutto]]> Il Naval Air Systems Command, con sede a Patuxent River nel Maryland, ha assegnato a Collins Elbit Vision Systems LLC, una joint venture tra Collins Aerospace (RTX Corporation) ed Elbit Systems, un contratto per la produzione di F-35 Helmet Mounted Displays Systems (HMDS).

Il contratto a prezzo fisso a tempistiche e quantità indeterminate (IDIQ) ha un valore di 585 milioni di dollari e prevede la produzione e la fornitura dei lotti 18 e 19 di hardware per display montati su casco, inclusi display a cristalli liquidi a matrice attiva e configurazioni a diodi organici ad emissione di luce (OLED) per unità di visualizzazione su casco.

Tali HMDS saranno assegnati alle Forze Armate degli Stati Uniti, ai Paesi aderenti al programma F-35 Joint Strike Fighter ed ai clienti delle vendite militari estere (FMS) del Lightning II.

I lavori di di questa commessa saranno eseguiti a Wilsonville, in Oregon (80%) ed a Fort Worth, in Texas (20%) e dovrebbero essere completati entro il mese di luglio del 2029.

F-35 Helmet Mounted Display System (HMDS)

Il F-35 Helmet Mounted Display System (HMDS) è un visore a realtà aumentata che sostituisce completamente il tradizionale Head-Up Display (HUD) fisso nell’abitacolo, trasformando il casco stesso nell’interfaccia primaria del pilota.

Grazie al Distributed Aperture System (DAS) composto da 6 telecamere a infrarossi distribuite sulla fusoliera, il pilota dotato di HMDS può “vedere attraverso” la struttura dell’aereo semplicemente girando la testa e le nformazioni critiche come velocità, altitudine, puntamento delle armi e avvisi di minaccia sono proiettate direttamente sulla visiera e rimangono nel campo visivo del pilota indipendentemente dalla direzione in cui guarda.

Durante i voli in ore notturne l’HMDS proietta immagini termiche e notturne sulla visiera, eliminando la necessità per il pilota di indossare ingombranti visori notturni (NVG) esterni.

Il casco è realizzato in fibra di carbonio per essere leggero e bilanciato, riducendo lo stress sul collo del pilota durante le manovre ad alto numero di G; ogni esemplare è modellato su misura tramite una scansione laser 3D della testa del pilota per garantire un allineamento millimetrico (entro 2 mm) tra gli occhi ed il display.

Fonte US Department of War (US DoW)

Foto credit @USAF/Senior Airman Erica Webster

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Motori F135 per i Lotti 18 e 19 del F-35 Joint Strike Fighter https://staging.aresdifesa.it/motori-f135-per-i-lotti-18-e-19-del-f-35-joint-strike-fighter/ Wed, 01 Apr 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66298 Leggi tutto]]> Negli Stati Uniti il Naval Air Systems Command, con sede a Patuxent River nel Maryland, ha aggiudicato a Pratt & Whitney (RTX Corporation) un contratto del valore di 3,8 miliardi di dollari per la fornitura dei motori F135 dei Lotti 18 e 19 di produzione del programma F-35 Joint Strike Fighter (JSF).

Il contratto prevede la produzione ed il successivo supporto dei motori F135 per le Forze Armate statunitensi, i Paesi partner del programma JSF ed i clienti delle vendite militari internazionali (FMS) del Lightning II.

I lavori della commessa saranno eseguiti in diverse località e saranno completati entro il marzo del 2028.

Il motore F135

Il Pratt & Whitney F135 è un motore turboventola dotato di postbruciatore , progettato esclusivamente per alimentare tutte e tre le versioni del caccia multiruolo Lockheed Martin F-35 Lightning II.

Derivato dal precedente motore F119 che alimenta l’F-22 Raptor, l’F135 è considerato uno dei motori per caccia più potenti e tecnologicamente avanzati al mondo.

L’F135 è stato progettato da P&W per offrire un’elevata affidabilità e capacità di gestione termica, fondamentali per le operazioni in ambienti contesi, anche grazie all’avvenuta integrazione di tecnologie a bassa osservabilità sia nell’aspirazione che nell’ugello di scarico per ridurre la segnatura.

Il motore a due alberi, con un compressore a bassa pressione a 3 stadi ed uno ad alta pressione a 6 stadi, produce circa 28.000 lbf (125 kN) di spinta a secco ed oltre 43.000 lbf (191 kN) di spinta con il postbruciatore acceso.

Il programma F135 Engine Core Upgrade (ECU)

Per mantenerlo costantemente aggiornato P&W ha avviato il programma F135 Engine Core Upgrade (ECU) scelto dal Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti come unica soluzione di ammodernamento del sistema di propulsione dell’F-35, abbandonando la possibile scelta di un motore alternativo.

L’ECU garantirà che l’F-35 continui a soddisfare le esigenze di prestazioni e durata, consentendo agli Stati Uniti ed ai partner internazionali di ottenere significativi miglioramenti per i motori F135.

Punto di forza dell’Engine Core Upgrade (ECU) è la sua compatibilità con tutte e tre le varianti dell’F-35 (A,B e C), sarà adattabile e sarà disponibile per tutti gli operatori dell’F-35.

Inoltre, l’ECU avrà il vantaggio di poter utilizzare l’attuale rete di supporto globale F135 e la stessa forza lavoro già esistente, supportando più di 57.000 posti di lavoro e 225 fornitori. 

Fonte US Department of War

Foto credit @Pratt & Whitney (RTX Corporation)

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Il Canada possibile osservatore nel programma GCAP https://staging.aresdifesa.it/il-canada-possibile-osservatore-nel-programma-gcap/ Tue, 31 Mar 2026 10:00:03 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66273 Leggi tutto]]> Si delineano importanti novità nel programma Global Combat Air Programme (GCAP), un’iniziativa trilaterale tra Regno Unito, Giappone ed Italia per lo sviluppo di un velivolo da combattimento di nuova generazione.

Entro la prossima estate il Canada potrebbe annunciare l’adesione al programma con lo status di osservatore che permetterebbe al Paese nord americano di verificare lo sviluppo tecnologico del programma senza un impegno finanziario od industriale immediato e vincolante per il Governo di Ottawa.

Il Canada ha avviato un programma di revisione del programma di spesa che, dopo anni di continue dilazioni, prevede l’acquisto di 88 F-35A i cui primi 16 esemplari sono stati effettivamente contrattualizzati.

Con l’avvicendamento alla Casa Bianca tra i Presidenti Biden e Trump è iniziata una lunga fase di crisi tra Stati Uniti e Canada che non accenna a finire; questa situazione ha portato il Governo di Ottawa guidato dal Primo Ministro Mark Carney a rivedere diversi programmi militari gestiti con l’industria statunitense della Difesa; tra questi, vi è quello relativo l’F-35A che, peraltro, vede la partecipazione delle industrie canadesi in qualità di fornitore a Lockheed Martin.

Il GCAP prevede la realizzazione di una piattaforma pilotata di 6a generazione entro il 2035 insieme ad uno o più velivoli da combattimento collaborativo (CCA) controllato/i dal velivolo pilotato o che agiscono autonomamente grazie ad un sistema di Intelligenza Artificiale di tipo avanzato.

La situazione della prima linea da combattimento della Royal Canadian Air Force (RCAF) non è delle più brillanti essendo incentrata su CF-18 Hornet giunti ormai a fine vita operativa, con esemplari acquistati di seconda mano dalla Royal Australian Air Force (RAAF) che li ha dismessi a favore appunto a favore degli F-35A.

La stessa Australia è inserita tra i Paesi che potrebbero essere interessati ad entrare nel programma GCAP.

Immagine credit @BAE Systems

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Consegnati i JSM al Giappone https://staging.aresdifesa.it/consegnati-i-jsm-al-giappone/ Thu, 19 Mar 2026 14:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65929 Leggi tutto]]> Recentemente, un velivolo da trasporto della Japan Air Self-Defense Force (JASDF) si è recato in Norvegia per ritirare un lotto di Joint Strike Missile (JSM) prodotti da Kongsberg Defence & Aerospace in collaborazione con la statunitense Raytheon.

I JSM saranno impiegati dalla JASDF per armare i caccia bombardieri Lockheed Martin F-35 Lightning II.

Il JSM è un missile da attacco, da crociera a lungo raggio, che può essere trasportato all’interno delle stive armi dell’F-35A, permettendo al velivolo di mantenere le sue piene capacità stealth durante le missioni di attacco prima dell’apertura delle stive con lo sgancio degli ordigni.

Caratteristiche del Joint Strike Missile

L’F-35A è in grado di può trasportare internamente due JSM; senza l’adozione del profilo di missione stealth, il velivolo può trasportare quattro di questi missili esternamente ai piloni subalari (in questo caso anche l’F-35B può impiegarlo).

Il missile ha un raggio d’azione stimato tra 185 km ed oltre 500 km, a seconda del profilo di volo adottato ed è dotato di un sensore di ricerca ad immagini ad infrarossi (IIR) ad alta risoluzione per discriminare e colpire bersagli navali e terrestri con estrema precisione nella fase finale di attacco.

Il missile, del peso di oltre 400 kg di cui 125 rappresentati dalla testata esplosiva, si dirige sul bersaglio grazie al sistema di guida inerziale (INS) assistito da GPS e da riconiscimento del terreno TERCOM.

A partire dal 2018 il Giappone ha posto una serie di ordini a Kongsberg per il JSM, l’ultimo dei quali risale all’anno scorso ed ha un valore di circa 73 milioni di euro.

Foto credit @Ministero della Difesa Giapponese

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La Svizzera riduce gli F-35 da acquistare per motivi di costo https://staging.aresdifesa.it/la-svizzera-riduce-gli-f-35-da-acquistare-per-motivi-di-costo/ Sun, 08 Mar 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65599 Leggi tutto]]> Il Consiglio Federale Svizzero ha annunciato che il previsto numero di 36 caccia bombardieri F-35A sotto contratto con Lockheed Martin sarà ridotto per sopraggiunti aumenti dei costi dovuti all’inflazione ed al rincaro delle materie prime necessarie.

Per motivi di politica finanziaria il Consiglio Federale rinuncia a richiedere al Parlamento le risorse aggiuntive destinato a coprire l’acquisto del numero originariamente previsto di 36 velivoli.

Peraltro, per compensare i costi aggiuntivi dovuti al rincaro, all’andamento dei prezzi delle materie prime e ad altri fattori, il Consiglio Federale ha comunque deciso di chiedere al Parlamento, nel quadro del Messaggio sull’Esercito 2026, un credito addizionale di 394 milioni di franchi, esaurendo così il volume finanziario approvato.

Tale credito addizionale corrisponde al volume finanziario massimo previsto dalla decisione programmatica, al netto del credito d’impegno già approvato pari a 6,035 miliardi di franchi.

Attualmente con la somma stanziata la Difesa Svizzera (DDPS) ritiene che sarà possibile acquistare solo 30 F-35A ma il numero esatto potrà essere definito soltanto allorquando il Governo Statunitense avrà negoziato con Lockheed Martin i contratti relativi agli aerei e ai propulsori rimanenti per i prossimi lotti di produzione.

La lentezza della decisione di aderire al programma F-35 JSF ha precluso infatti alla Svizzera l’inclusione nell’aggiudicazione del contratto per i Lotti 15-17 avvenuta nel dicembre 2022, allorquando la bolla inflazionistica non era esplosa.

Impatto negativo sulla sicurezza della Confederazione

Peraltro, il Consiglio Federale è conscio che riduzione al di sotto della soglia dei 36 F-35A inizialmente programmati avrà conseguenze negative dal punto di vista militare de operativo, in particolare per quanto riguarda la fornitura di prestazioni e la capacità di resistenza in caso di tensioni elevate e di conflitti e in considerazione dell’attuale situazione in materia di politica di sicurezza. 

Infine, la riduzione del numero di F-35A da acquistare avrà un impatto anche sul carico di lavoro della FACO di Cameri dove originariamente era previsto che sarebbero stati allestiti 28 dei 36 esemplari previsti dalla Svizzera.

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F-35I israeliano abbatte uno Yak-130 iraniano, primo “air-to-air kill” contro un velivolo pilotato https://staging.aresdifesa.it/f-35i-israeliano-abbatte-uno-yak-130-iraniano-primo-air-to-air-kill-contro-un-velivolo-pilotato/ Wed, 04 Mar 2026 10:03:25 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65512 Leggi tutto]]> Un caccia stealth Lockheed Martin F-35 Lightning II nella versione israeliana F-35I Adir avrebbe ottenuto la prima vittoria aria-aria contro un velivolo pilotato nella storia del programma Joint Strike Fighter.

Secondo quanto comunicato dalle Israel Defense Forces, un F-35I dell’Israeli Air Force ha abbattuto un velivolo iraniano Yakovlev Yak‑130, senza specificare dove sia avvenuta l’intercettazione, il 4 marzo 2026, durante operazioni legate alla recente escalation militare tra Israele e Iran.

Il primo abbattimento aria-aria dell’F-35

Secondo la comunicazione ufficiale diffusa dall’IDF, l’abbattimento è avvenuto durante un’operazione aerea nei cieli dell’Iran. L’F-35I israeliano avrebbe intercettato e distrutto un Yak-130 appartenente all’aeronautica iraniana.

Il comunicato israeliano sottolinea la prima distruzione di un aereo pilotato da parte di un F-35 nonché la prima vittoria aria-aria israeliana contro un velivolo pilotato da circa quarant’anni (MiG-21 e MiG-23 nella Guerra del Libano nel 1982).

Sebbene il caccia stealth americano fosse già stato utilizzato in contesti operativi, inclusi attacchi aria-terra e missioni di penetrazione in profondità, il suo impiego in combattimenti aria-aria reali è rimasto finora estremamente limitato.

Le precedenti intercettazioni attribuite agli F-35 israeliani riguardavano infatti velivoli senza pilota.

Il velivolo abbattuto, il Yakovlev Yak‑130, è un addestratore avanzato di produzione russa progettato per formare i piloti destinati ai caccia di quarta e quinta generazione.

Sebbene nato come addestratore, lo Yak-130 può essere armato e impiegato anche in missioni operative leggere, tra cui attacco al suolo, supporto ravvicinato, intercettazione contro slow-movers e addestramento avanzato per velivoli da combattimento.

L’Iran ha iniziato a ricevere questi velivoli negli ultimi anni nell’ambito della crescente cooperazione militare con Mosca. In alcune configurazioni operative il jet può trasportare anche missili aria-aria a corto raggio e armamento guidato.

Non è ancora chiaro se l’aereo iraniano fosse impegnato in missione di combattimento, pattugliamento o addestramento al momento dell’intercettazione.

Un evento simbolico per la quinta generazione

L’abbattimento rappresenta soprattutto un importante traguardo simbolico per il programma F-35, il più diffuso caccia di quinta generazione occidentale.

Il velivolo, sviluppato dalla Lockheed Martin, è stato progettato principalmente per superiorità informativa sul campo di battaglia, capacità stealth avanzate, integrazione sensoristica e guerra elettronica e attacchi di precisione in ambienti fortemente difesi

Il combattimento aria-aria tradizionale non è considerato il suo ruolo principale, anche se l’F-35 dispone di missili aria-aria avanzati e di una sofisticata suite di sensori che gli permettono di individuare e ingaggiare bersagli a grande distanza.

Per questo motivo la distruzione di un velivolo pilotato rappresenta una dimostrazione operativa significativa delle capacità del sistema d’arma.

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AGM-88G AARGM-ER per l’Italia https://staging.aresdifesa.it/agm-88g-aargm-er-per-litalia/ Fri, 27 Feb 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65382 Leggi tutto]]> Negli Stati Uniti, il Naval Air Systems Command, di Patuxent River nel Maryland, ha assegnato a Honeywell International Inc. un ordine a prezzo fisso di 30,8 milioni di dollari nell’ambito di un contratto già in essere relativo i missili AARGM-ER.

Tale ordine rientra nell’ambito della produzione e consegna di 1.890 Advanced Anti-Radiation Guided Missile Extended Range Inertial Measurement (AARGM-ER), di cui 703 per la US Navy, 530 per l’USAF, 104 per l’Italia e 553 per diversi clienti del programma Foreign Military Sales (FMS).

I lavori della commessa saranno eseguiti a Minneapolis, in Minnesota, ed il loro completamento è previsto per il mese di dicembre del 2027.

Per l’Italia i fondi per il programma di cooperazione nel programma ammontano ad un importo di 1,69 milioni dollari.

Caratteristiche degli AGM-88G AARGM-ER

L’AGM-88G AARGM-ER (Advanced Anti-Radiation Guided Missile – Extended Range) è un missile tattico aria-superficie supersonico progettato per la soppressione e distruzione delle difese aeree ostili (SEAD/DEAD). Sviluppato da Northrop Grumman per la U.S. Navy, la versione ER rappresenta l’evoluzione del precedente AGM-88E AARGM.

Dotato di un nuovo motore a razzo a propellente solido e di un design aerodinamico riprogettato con l’adozione di “strakes” laterali al posto delle precedenti ali centrali, l’AARGM-ER è caratterizzato da velocità e portata raddoppiate rispetto alle versioni precedenti, superando agevolmente la velocità di Mach 2.

Il sistema di guida del missile è di tipo avanzato; combina un ricevitore radar passivo per agganciare le emissioni nemiche, un sistema GPS/INS per la navigazione ed un radar millimetrico attivo (MMW) per la fase finale di attacco di precisione, in grado di agganciare il radar bersaglio anche se quest’ultimo fosse spento dagli operatori.

Le piattaforme che impiegano l’AARGM-ER

Pur avendo un diametro maggiore di 29 cm rispetto all’AARGM, la versione ER può essere alloggiata nelle stive interne del caccia F-35 (versioni A e C), mantenendo intatte le capacità stealth del Lightning II in avvicinamento al bersaglio prima della fase finale di attacco.

Oltre gli F-35A e C, il missile è impiegabile anche dal F-35B ma come carico esterno agganciato ai piloni subalari, dai caccia bombardieri F/A-18E-F Super Hornet e dai velivoli da guerra elettronica e soppressione delle difese aeree (SEAD/DEAD) EA-18G Growler.

L’US Navy ha avviato un programma per l’integrazione dell’AARGM-ER a bordo dei velivoli da pattugliamento marittimo P-8A Poseidon per conferire loro anche questa capacità; inoltre, vi sono studi per l’impiego da terra degli AARGM-ER lanciati dagli M270A2 e M142 HIMARS.

Fonte US Department of War (US DoW)

Foto credit @Northrop Grumman Corporation

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Istruttore di F-35 addestrava piloti cinesi, arrestato https://staging.aresdifesa.it/istruttore-di-f-35-addestrava-piloti-cinesi-arrestato/ Fri, 27 Feb 2026 08:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65377 Leggi tutto]]> Un ex ufficiale e pilota dell’United States Air Force, Gerald Eddie Brown Jr., 65 anni, noto con il callsign “Runner”, è stato arrestato a Jeffersonville, Indiana, con l’accusa di aver fornito, e cospirato per fornire, servizi di difesa a favore di piloti militari della Repubblica Popolare Cinese senza la necessaria autorizzazione governativa.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, Brown avrebbe violato l’Arms Export Control Act (AECA), la normativa federale che disciplina l’esportazione di materiale e servizi militari statunitensi, inclusi addestramento e trasferimento di know-how operativo.

Addestramento senza licenza ITAR

La denuncia penale sostiene che, a partire dall’agosto 2023, Brown abbia organizzato e poi effettivamente fornito addestramento al combattimento aereo a piloti della People’s Liberation Army Air Force (PLAAF).

Tale attività rientra nella definizione di “defense service” ai sensi dell’ITAR (International Traffic in Arms Regulations). In quanto “U.S. person” ai sensi della normativa, Brown avrebbe dovuto ottenere una licenza preventiva dalla Directorate of Defense Trade Controls (DDTC) del Dipartimento di Stato. Licenza che, secondo l’accusa, non è mai stata richiesta né concessa.

L’Assistant Attorney General per la National Security Division, John A. Eisenberg, ha dichiarato che fornire addestramento a forze armate straniere è illegale in assenza di autorizzazione formale, anche quando si tratta di ex militari.

Un profilo altamente qualificato

Brown ha servito oltre 24 anni nell’USAF, lasciando il servizio attivo nel 1996 con il grado di maggiore. Durante la carriera ha comandato unità sensibili con responsabilità anche su armamento nucleare, condotto missioni di combattimento ed operato come istruttore su velivoli da caccia e attacco

Tra gli aeromobili su cui ha volato e insegnato figurano il McDonnell Douglas F-4 Phantom II, McDonnell Douglas F-15 Eagle, General Dynamics F-16 Fighting Falcon e Fairchild Republic A-10 Thunderbolt II.

Più recentemente, Brown avrebbe lavorato come istruttore simulatore a contratto per due aziende della difesa statunitense, formando piloti americani su A-10 e Lockheed Martin F-35 Lightning II.

L’addestramento su piattaforme di quinta generazione comporta la conoscenza di tattiche, tecniche e procedure (TTP) altamente classificate o comunque protette.

Il collegamento con Stephen Su Bin

Secondo l’atto di accusa, Brown avrebbe negoziato il contratto tramite un intermediario, in contatto con Stephen Su Bin, cittadino cinese già condannato negli Stati Uniti nel 2016 per aver cospirato nell’hacking di contractor della difesa americana e nel furto di dati militari sensibili per conto della RPC.

Su Bin e la sua società erano stati inseriti nella “Entity List” del Dipartimento del Commercio già nel 2014.

Le comunicazioni intercettate mostrerebbero l’intento esplicito di Brown di addestrare piloti militari cinesi in operazioni di combattimento aereo. In un curriculum presentato per la candidatura avrebbe indicato come obiettivo: “Instructor Fighter Pilot”.

Nel dicembre 2023 Brown si sarebbe recato in Cina per iniziare l’attività, rimanendovi fino a febbraio 2026. Nei primi giorni avrebbe risposto per tre ore a domande sull’USAF e successivamente presentato un briefing personale alla PLAAF.

Il caso Duggan

Il caso richiama quello di Daniel Edmund Duggan, ex pilota del United States Marine Corps, incriminato nel 2017 per aver addestrato piloti cinesi, in particolare su tecniche di decollo e appontaggio su portaerei, anch’egli senza autorizzazione ai sensi dell’AECA. Duggan è stato arrestato in Australia nel 2022 ed è in attesa di estradizione verso gli Stati Uniti.

Washington considera questi casi parte di una strategia sistemica della Cina per acquisire competenze operative occidentali attraverso il reclutamento di ex militari NATO.

Nel giugno 2024 Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Canada e Nuova Zelanda avevano pubblicato un bollettino congiunto avvertendo che il PLA continua a prendere di mira personale militare attuale ed ex di Paesi NATO per rafforzare le proprie capacità.

Nel febbraio 2025, l’allora comandante dell’Allied Air Command NATO, Gen. James B. Hecker, aveva ribadito un principio chiave: chi ha volato nei ranghi occidentali mantiene una responsabilità permanente nel proteggere tattiche e procedure operative.

Implicazioni strategiche

Dal punto di vista strettamente operativo, l’addestramento fornito da ex istruttori USAF può contribuire a migliorare la qualità del debriefing e dell’analisi missione, raffinare tattiche BVR (Beyond Visual Range) e gestione dell’energia in dogfight nonché comprendere metodologie occidentali di pianificazione e gestione del combattimento.

In un contesto Indo-Pacifico sempre più competitivo, la possibilità che la PLAAF acquisisca insight diretti su procedure e approcci occidentali rappresenta un tema di sicurezza nazionale rilevante per Washington.

L’indagine è condotta dall’FBI con il supporto dell’Air Force Office of Special Investigations (AFOSI).

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La USS Iwo Jima ai lavori per ricevere gli F-35B https://staging.aresdifesa.it/la-uss-iwo-jima-ai-lavori-per-ricevere-gli-f-35b/ Wed, 25 Feb 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65318 Leggi tutto]]> Il cantiere navale Norfolk di BAE Systems ha annunciato di aver ricevuto un contratto del valore di 204,1 milioni di dollari da parte della Marina degli Stati Uniti per la fornitura di servizi di manutenzione a bordo della nave d’assalto anfibia di classe Wasp USS Iwo Jima (LHD 7). 

Nell’ambito del contratto a disponibilità limitata (SRA) assegnato, BAE Systems aggiornerà i sistemi di bordo per supportare le operazioni di volo del Joint Strike Fighter, l’F-35B dell’USMC a decollo corto ed atterraggio verticale.

L’impiego del F-35B

I lavori a bordo della USS Iwo Jima. lunga 257 metri, larga circa 32 metri e dislocante oltre 40.000 tonnellate, inizieranno ad agosto.

In funzione Sea Control, la LHD 7 potrà gestire fino a 20 F-35B e 6 elicotteri SH/MR-60 Seahawk; normalmente avrà a disposizione un gruppo misto con 6-8 F-35B, 4 AH-1Z Viper, 10-12 MV-22B Osprey, 4 CH-53K King Stallion e fino a 4 UH-1Y Venom.

L’USMC ha comunicato che provvederà a ritirare dal servizio attivo l’ultimo AV-8B Plus Harrier II non più tardi del prossimo mese di giugno, sancendo così la fine del periodo di transizione e di impiego parallelo con gli F-35B JSF che, dalla seconda parte di quest’anno, saranno gli unici velivoli dei “Colli di cuoio” imbarcati sui ponti delle LHA e LHD della US Navy.

La USS Iwo Jima è la terza nave della Marina degli Stati Uniti a prendere il nome dalla feroce battaglia della Seconda Guerra Mondiale che si combattè sull’isola giapponese. L’attuale nave è entrata in servizio nel giugno 2001.  

Il cantiere navale di Norfolk ha in corso l’ultimazione di simili lavori a bordo della nave capoclasse della classe Wasp d’assalto anfibie, la USS Wasp (LHD 1). 

Fonte BAE Systems

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Puoi ‘jailbreakare’ un F‑35 come un iPhone? La frase del ministro olandese che riapre il caso sovranità software https://staging.aresdifesa.it/puoi-jailbreakare-un-f-35-come-un-iphone-la-frase-del-ministro-olandese-che-riapre-il-caso-sovranita-software/ Tue, 17 Feb 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65099 Leggi tutto]]> Durante un podcast della radio olandese BNR Nieuwsradio, il segretario di Stato alla Difesa Gijs Tuinman ha pronunciato una frase destinata a fare rumore: “proprio come il tuo iPhone, puoi jailbreakare un F‑35”. L’affermazione entra nel cuore di una questione sensibile per tutti gli operatori del caccia di quinta generazione statunitense: quanto è realmente autonoma, dal punto di vista software, una flotta F‑35 rispetto agli Stati Uniti?

Il contesto è quello delle crescenti tensioni politiche tra Washington e alcuni alleati europei, in particolare sulla gestione degli aggiornamenti e dei dati sensibili del programma F‑35. Il jet è infatti una piattaforma fortemente software‑defined: il suo “computer brain” e l’ecosistema cloud associato (ALIS, ora evoluto in ODIN) gestiscono mission data files, librerie di minaccia EW, integrazione armamenti e buona parte della manutenzione predittiva.

Secondo la ricostruzione dei media, Tuinman ha ventilato l’ipotesi di un “piano B” nel caso gli Stati Uniti decidessero di sospendere supporto o aggiornamenti, ad esempio a seguito di uno scontro politico o di un cambio di linea a Washington. In questo scenario estremo, la “soluzione” sarebbe un jailbreak del software F‑35, cioè lo sblocco delle protezioni per caricare codice non approvato, in modo simile a quanto avviene con smartphone iOS modificati per eseguire app non firmate.

Tecnicamente il concetto di jailbreak, nel dominio militare, si tradurrebbe nella capacità di aggirare cifratura, firme digitali, autenticazione e meccanismi anti‑tamper che oggi difendono l’intera architettura F‑35. Questo potrebbe consentire, almeno in teoria, di aggiornare in proprio le threat library EW, integrare armamenti non USA, personalizzare algoritmi di mission planning o filtrare in modo diverso il flusso dati tra il velivolo e l’infrastruttura a terra. Non a caso, la discussione si intreccia con le polemiche storiche sulla data sovereignty dei Paesi acquirenti e sul timore di un “kill switch” remoto, più volte evocato ma smentito dai documenti ufficiali relativi ad ALIS/ODIN.

Gli esperti però invitano alla prudenza: al di là dello slogan mediatico, nessuna fonte indipendente ha mostrato prove di un vero jailbreak F‑35, né di exploit funzionanti in grado di superare l’intero stack di sicurezza e reggere in ambiente operativo. L’aereo poggia su milioni di linee di codice, multilivello di cifratura, anti‑tamper hardware e telemetria continua, il che rende qualsiasi intervento non autorizzato potenzialmente pericoloso per l’affidabilità del sistema e, soprattutto, altamente rischioso dal punto di vista politico e contrattuale.

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