Small Diameter Bomb Increment II per gli F-35B e C

Dopo l’avvenuta integrazione della Small Diameter Bomb (SDB) Increment II a bordo dei caccia bombardieri Lockheed Martin F-35A, la versione a decollo ed atterraggio convenzionale del Lightning II, è la volta delle versioni F-35B a decollo corto ed atterraggio verticale e F-35C per l’impiego a bordo delle portaerei della US Navy.

A tal fine, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha assegnato a Raytheon Technologies (RTX) un ordine del valore di 50,5 milioni di dollari per l’integrazione hardware e software di dimensioni adeguate della Small Diameter Bomb (SDB) Increment II sulle piattaforme F-35B e C. I lavori saranno eseguiti a Tucson, in Arizona, e dovrebbero essere completati entro il 31 ottobre 2024.

La versione B del JSF è in servizio con l’USMC, Royal Air Force, Aeronautica Militare e Marina Militare e prossimamente con l’Aeronautica di Singapore ed in Giappone, mentre la versione C, catapultabile, è operata dalla US Navy e dallo stesso USMC.

La SDB Increment II o GBU-53/B, denominata “Stormbreaker” è una munizione guidata sviluppata per poter colpire bersagli in movimento anche con le peggiori condizioni atmosferiche. 

Infatti, la munizione è dotata di profilo alare ed è in grado di rilevare e classificare autonomamente bersagli in movimento in situazioni di scarsa visibilità causate da oscurità, maltempo, fumo o polvere sollevate dai rotori dagli elicotteri o dalle eliche dei velivoli.

La StormBreaker è stata sviluppata proprio per poter essere impiegata h24 in tutte le condizioni climatiche, col fine di migliorare le capacità operative allorquando la visibilità sia limitata o ridotta.

La GBU-53/B è dotata, infatti, di un sensore di ricerca (seeker) assai articolato che permette tre modalità di impiego, consentendo di ottenere la massima flessibilità operativa; infatti, il seeker è costituito da un radar che opera ad onde millimetriche per la ricerca ed il tracciamento del bersaglio anche attraverso lo strato di nubi con homing attivo, fa ricorso alla imaging ad infrarossi, fornendo una migliore discriminazione del bersaglio od infine in modalità laser semi attivo, ricorrendo alla designazione ed illuminazione del bersaglio da parte di fonti esterni.

Pertanto, il seeker tri-mode condivide le informazioni di targeting tra tutte e tre le modalità, consentendo alla munizione StormBreaker di ingaggiare bersagli fissi o mobili in qualsiasi momento della giornata ed in tutte le condizioni atmosferiche. 

Le dimensioni ridotte della StormBreaker consentono l’uso di un minor numero di velivoli per eliminare lo stesso numero di bersagli, missioni fino ad oggi che richiedevano un maggior numero di velivoli dotati di armi più grandi e pesanti.

La StormBreaker, grazie al profilo alare di cui è dotata,è in grado di volare per più di 45 miglia (poco più di 70 km) per colpire bersagli mobili, riducendo la quantità di tempo in cui i piloti sono esposti al pericolo della possibile reazione della contraerea nemica.

Nei confronti degli obiettivi fissi, il raggio d’azione aumenta sino a circa 70 miglia (circa 110 km) dal punto di sgancio.

La SDB Increment II è dotata di un sistema di guida inerziale INS, accoppiato ad un sistema GPS, e riceve aggiornamenti continui della situazione del bersaglio via datalink.

La GBU-53/B StormBreaker ha un peso inferiore i 100 kg di cui 48 (kg) costituiti dalla testata esplosiva, è lunga 176 cm ed ha un diametro compreso tra i 15 ed 18 cm.

Foto @Raytheon Techonologies (RTX)

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