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Il contratto avrà una durata di 4 anni e comprenderà un ulteriore periodo di supporto di dieci anni; secondo alcune fonti saranno forniti 36 sistemi.
Nell’ambito del contratto, Elbit Systems fornirà lanciatori PULS ed un pacchetto completo di munizioni che include razzi da addestramento, razzi a guida di precisione operativi per varie gittate e munizioni a volo stazionario.
Il sistema di artiglieria PULS offre una soluzione completa ed economicamente vantaggiosa, in grado di lanciare razzi non guidati, munizioni a guida di precisione e missili con diverse gittate. Il lanciatore è completamente adattabile alle piattaforme esistenti, sia su ruote che su cingoli e l’architettura aperta adottata ne consente l’integrazione con i sistemi C4I esistenti dei diversi utenti, consentendo una significativa riduzione dei costi di manutenzione e addestramento.
Il PULS può completare una missione di fuoco in meno di un minuto con un equipaggio di due operatori e ricaricare entrambi i pod in meno di 10 minuti.

I sistemi lanciarazzi multipli e multi calibro Precise and Universal Launching System (PULS) di Elbit Systems impiegano una varietà di sistemi missilistici avanzati, tra cui razzi di addestramento decalibrati e privi di testata esplosiva, razzi ACCULAR da 122 mm (18 per pod gittata fino a 35 km), ACCULAR da 160 mm (10 per pod con gittata fino a 40 km) e EXTRA da 306 mm (4 per pod con gittata fino a 150 km), nonché missili Predator Hawk da 370 mm (2 per pod con gittata fino a 300 km) per attacchi di precisione.
Il missile EXTRA (Extended Range Artillery), dotato di sistema di guida INS/GPS e con errore circolare probabile (CEP) inferiore ai 10 metri, trasporta una carica bellica di circa 120 kg che può essere configurata come testata unitaria per penetrazione o frammentazione o con esplosione controllata per minimizzare i danni collaterali.

Il missile balistico a breve raggio Predator Hawk, anch’esso dotato di sistema di guida INS/GPS e con errore circolare probabile (CEP) sempre inferiore ai 10 metri, trasporta una testata unitaria da 140 kg, progettata per distruggere infrastrutture critiche, centri di comando, nodi logistici e basi aeree.
La traiettoria di volo del Predator Hawk può essere programmata per superare le difese aeree nemiche, rendendolo estremamente difficile da intercettare rispetto ad un razzo d’artiglieria di tipo convenzionale.
In conformità con la politica del Governo di Atene, Elbit Systems collaborerà con le industrie locali greche per la produzione del sistema, compreso il trasferimento tecnologico e la condivisione del know-how.
In Europa il sistema PULS di Elbit Systems è stato adottato già dai Paesi Bassi, Danimarca e dalla Germania, quest’ultima nella variante MARS 3 frutto della collaborazione tra KNDS Deutschland ed Elbit Systems.
Fonte e foto credit @Elbit Systems
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Il programma è importante perché la linea C-27J Spartan in pratica assicura i servizi di trasporto e MEDEVAC stante i problemi che hanno tenuto a terra e tengono a terra buona parte dei velivoli C-130 Hercules della HAF.
L’iniziativa rientra nell’ambito della cd. “Agenda 2030”, le linee di indirizzo programmatiche per l’ammodermamento ed il potenziamento delle FF.AA. greche delineate e perseguite dal Governo di Atene.
Per ammodernare e supportare la linea C-27J Spartan formata da 8 velivoli, la Difesa greca stanzierà oltre 240 milioni di euro, una cifra importante.
Nel marzo del 2024, la Grecia è diventata il sesto membro della C-27J Spartan Cooperation, un’iniziativa guidata dall’Agenzia Europea per la Difesa (EDA) che permette alla HAF di condividere risorse logistiche, addestramento e dati operativi con altri utilizzatori come Italia, Bulgaria, Lituania, Romania e Slovenia per migliorare la disponibilità della flotta.
La situazione degli Spartan greci, prima dell’avvenuta sottoscrizione di un nuovo contratto per la fornitura di parti di ricambio con Leonardo, non era rosea con un tasso di operatività ridotto.
I velivoli greci dovrebbero beneficiare dei migliormenti apportati da Leonardo alla Next Generation dello Spartan ed in particolare l’adozione di nuova avionica che prevede l’installazione di un cockpit digitale con 5 display a colori, nuovi sistemi di comunicazione satellitare (SATCOM) e radar per missioni tattiche; anche il sistema di identificazione amico/nemico o IFF sarà sottoposto ad ammodernamento installando la versione Mode 5, così come dovrebbe trovare spazio il sistema ADS-B che permette ad un velivolo militare di volare in spazi aerei riservati al traffico civile controllato.
Anche il sistema di autoprotezione sarà aggiornato con nuovi sensori o ammodernamento di quelli esistenti per essere in grado di rilevare e ingannare minacce IR, laser e radar di nuovo tipo.
Un’ulteriore miglioria che potrebbe essere applicata riguarda l’adozione delle winglets che permettono di migliorare le prestazioni in decollo e l’efficienza nel consumo di carburante e che sono tipiche del C-27J Next Generation.
I velivoli così aggiornati otterranno un’estensione della loro vita operativa e saranno resi conforme agli standard internazionali.
Foto credit @Hellenic Air Force
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Il programma in questione prevede la realizzazione di una rete centralizzata di sensori, radar ed effettori, per proteggere la Grecia dalla minaccia di missili balistici, missili da crociera, droni, sciami di droni e loitering munitions.
Per attuare quest’importante iniziativa le Forze Armate di Atene, in specie Aeronautica ed Esercito, si rivolgeranno alle industrie israeliane IAI, Rafael ADS ed Elbit Systems; infatti, al centro delle attenzioni greche vi sono i sistemi missilistici Spyder per la difesa a corto raggio (15-20 km di portata nella versione SR) ed anti drone/loitering munition, il Barak MX (da 35 fino a 150 km di portata a seconda della versione) per la difesa a medio/lungo raggio e contro missili da crociera ed il David’s Sling (portata fino a 300 km) che assicurerà la difesa a lungo raggio ed anche contro missili balistici.
Con tali sistemi israeliani le due Forze Armate provvederanno a sostituire gli attuali sistemi di difesa aerea di origine sovietica/russa OSA-AK, TOR-M1 e S-300 PMU-1 e statunitense MIM-23 I-HAWK ormai obsoleti e non in grado di affrontare le minacce attuali.
Questi sistemi saranno impiegati in interconnessione con i radar AESA ELM-2084 operanti in banda S che assicurano al contempo la sorveglianza a lungo raggio fino a 470 km ed il tracciamento fino a circa 1.000 bersagli.
L’ELM-2084 può essere impiegato anche per la localizzazione delle postazione di tiro di artiglieria, mortai e razzi avversari (C-RAM).
In questo quadro il sistema nazionale di comando e controllo greco dovrà essere in grado di interconnettere risorse terrestri e aeree, navi e sensori in un unico quadro operativo.
Foto credit @Rafael ADS Ltd
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Eseguita dal fornitore di servizi logistici di quarta parte con sede negli Stati Uniti, dfYOUNG, sotto la supervisione della divisione Trasporti e Magazzinaggio dell’Agenzia, la spedizione di successo rappresenta il lancio operativo di uno sforzo pluriennale volto a migliorare l’interoperabilità, la mobilità e la deterrenza sul fianco orientale della NATO ed a modernizzare la componente blindata e corazzata dell’Esercito Bulgaro.
Imponente l’attività logistica richiesta; infatti, l’operazione di spedizione dei veicoli ha richiesto uno stretto coordinamento tra più parti interessate, con ritiri in due paesi diversi (Stati Uniti e Grecia dove sono stati materialmente scaricati gli Stryker 8×8) e consegne a quattro indirizzi distinti in Bulgaria. Inoltre, ha richiesto rigorosi controlli sulle esportazioni, conformità alle normative doganali, accordi di trasporto multimodale sicuri ed una sincronizzazione continua con le autorità di difesa statunitensi, europee e nazionali per un periodo di cinque mesi.

Il successo del progetto dimostra l’importante ruolo ricoperto dalla NSPA quale facilitatore strategico della capacità di difesa, con la capacità di fornire soluzioni logistiche internazionali complesse utilizzando le vendite militari all’estero (FMS), che contribuiscono direttamente alla prontezza dell’Alleanza ed alla sicurezza collettiva a lungo termine.
Il Governo bulgaro ha approvato il programma di acquisto di 183 veicoli blindati Stryker 8×8 per circa 1,37 miliardi di dollari. Il piano prevede che la maggior parte delle consegne avvenga nel corso del 2026 e 2027, con un ritmo di circa 10 veicoli al mese.
Dei 183 veicoli ordinati, 90 saranno veicoli da combattimento M-1296 Dragoon (ICVD), 17 saranno veicoli trasporto truppe M-1126 (ICV), 9 i veicoli del genio M-1132 (ESV), 33 i veicoli comando M-1130 (CV), 24 iveicoli per evacuazione medica M-1133 (MEV) ed infine 10 i veicoli da ricognizione nucleare, biologica e chimica M1135 (NBCRV).
Al programma partecipa anche l’industria nazionale bulgara; infatti, i primi cinque veicoli trasportati via mare da Oltreoceano, una volta in Bulgaria sono stati trasferiti presso l’impianto militare Terem-Ivaylo a Veliko Tarnovo, dove è previsto l’assemblaggio parziale e, successivamente, la creazione di un centro di assistenza e supporto tecnico per l’intera flotta di Stryker 8×8 una volta completate le consegne.
Fonte e foto credit @NATO Support and Procurement Agency (NSPA)
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Dei quattro contratti firmati dall’Hellenic Center for Defense Innovation (HELD), uno è con il Centro per la Ricerca, lo Sviluppo Tecnologico e l’Innovazione (KETAK) dello Stato Maggiore della Difesa Nazionale Ellenico e gli altri tre sono con aziende private dell’ecosistema della difesa greco.
Questi contratti riguardano, da un lato, lo sviluppo di un drone “kamikaze” da parte di KETAK e, dall’altro, la costruzione di sistemi nazionali per tre tipi di velivoli da combattimento senza pilota (UCAV) di Categoria I, con un chiaro orientamento al loro immediato utilizzo da parte delle Forze Armate.
Nell’immediato futuro, seguirà la firma di nuovi contratti, nell’ambito del ciclo programmatico di attuazione dei progetti nazionali di Ricerca e Sviluppo. L’attuazione dei nuovi contratti segna la transizione verso un modello innovativo e sostenibile di sviluppo e produzione di prodotti operativi tecnologicamente all’avanguardia per le Forze Armate. In sostanza, si suggella lo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione per la difesa, che funge da catalizzatore per il collegamento tra ricerca, produzione, industria greca e Forze Armate.
Inoltre, è evidenziato il ruolo dell’Hellenic Defense Innovation Center come ponte strategico tra le reali esigenze operative delle Forze Armate e l’ecosistema greco dell’innovazione per la difesa.
Il Ministro della Difesa Nazionale, Nikos Dendias, ha ripetutamente sottolineato l’enorme importanza che attribuisce al Hellenic Defense Innovation Center :
“L’instabilità del contesto geopolitico e i conflitti nella regione più ampia evidenziano il ruolo dell’innovazione e delle tecnologie all’avanguardia. Al Ministero della Difesa Nazionale, abbiamo “letto” i tempi a venire con chiarezza dal 2023. Uno dei cambiamenti più emblematici del Ministero della Difesa Nazionale, avvenuti nell’ambito dell'”Agenda 2030″, è stata la creazione del Hellenic Defense Innovation Center e lo sviluppo di un ecosistema di difesa nazionale, con l’obiettivo di sviluppare le nostre capacità tecnologiche. È stata la nostra risposta alle domande poste dalla nuova era con la creazione, per la prima volta in Grecia, di un sistema integrato di innovazione della difesa“.
Inoltre, si prevede che l’industria aerospaziale ellenica (HAI) sottoscriverà un nuovo contratto EA per espandere le capacità operative del sistema di guerra elettronica (C-UAS) “CENTAUROS”, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia del sistema contro obiettivi di alto valore ed il suo pieno utilizzo operativo da parte delle unità di superficie della Marina di Atene.
Fonte ELKAK
Immagine credit @KETAK
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Il Ministro Dendias ha dichiarato che per il prossimo mese di aprile è prevista la formalizzazione dell’accordo che prevede la cessione di due fregate con l’opzione per un’altra coppia.
La Grecia acquisterà dall’Italia due FREMM italiane sia del tipo General Purpose (GP) che antisom (ASW); anche per l’altra coppia in opzione è previsto lo stesso schema.
Per la Marina Militare il trasferimento delle sue FREMM ora in servizio sarà compensato con la costruzione delle FREMM EVO di cui è stata avviata la produzione della prima coppia di nuove unità.
Il Ministro Dendias ha sottolineato che si tratta di un ottimo affare per la Grecia che può acquistare navi di recente costruzione, in ottimo stato, con dotazioni allo stato dell’arte e che nel prossimo futuro saranno dotate del missile da crociera a lungo raggio di nuova generazione frutto del programma europeo ELSA che armerà anche le fregate della classe Kimon o HN FDI/Belharra.
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Questo è quanto dichiarato oggi dal Ministero della Difesa greco Nikos Dendias al suo omologo bulgaro Atanas Zapryanov.
A tal fine è stato avviato il rischieramento di una batteria Patriot in un’area nel nord della Grecia, in grado di poter garantire anche un’idonea copertura antibalistica ed antiaerea su buona parte della Bulgaria.
La seconda misura adottata dalla Difesa di Atene è quella relativa al potenziamento della difesa aerea con l’invio di una coppia di F-16V nel nord della Grecia in grado di intervenire tempestivamente in caso di necessità anche in Bulgaria.
La Bulgaria, membro della NATO, ha dichiarato di non partecipare all’attuale conflitto mediorientale, anche se fornisce supporto per i velivoli da rifornimento in volo statunitensi che hanno fatto scalo e base presso l’aeroporto internazionale di Sofia nei giorni immediatamente precedenti il conflitto.
Ovviamente, la vicenda del missile lanciato contro la Turchia ed intercettato dai sistemi ABM della NATO unita a quella dei droni lanciati contro Cipro hanno sollevato dubbi e timori a Sofia per un possibile coinvolgimento della Bulgaria nelle dinamiche del conflitto in corso.
Foto credit @Aeronautica Militare Greca
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La fregata spagnola dotata di sistema Aegis ed armata con missili Standard SM-2MR Block IIIA ed ESSM, che si sta addestrando con la portaerei francese Charles de Gaulle, anch’essa prossima ad essere dispiegata nel Mediterraneo orientale, nel Mar Baltico, dovrebbe raggiungere le acque al largo di Creta la prossima settimana.
Per la settimana entrante è previsto anche l’arrivo nelle acque di Cipro del cacciatorpediniere HMS Duncan di classe Daring o Type 45 della Royal Navy e del HNLMS Evertsen di classe De Zeven Provinciën della Reale Marina dei Paesi Bassi, una moderna e potente unità di difesa aerea ed anti missile armata di SM-2MR Block IIIA ed ESSM, facente parte del Carrier Strike Group della portaerei francese Charles de Gaulle
Già nelle prossime ore una fregata della Marina Militare sarà schierata nell’area nel quadro del rafforzamento della difesa aerea ed anti drone di Cipro e nel Mediterraneo orientale deciso dal Governo Italiano a seguito del lancio verso l’isola di droni d’attacco e dell’episodio del missile iraniano diretto in Turchia intercettato ed abbattuto dai sistemi ABM della NATO.
Lo stesso Presidente cipriota Nikos Christodoulides ha confermato la partecipazione dell’Italia, ringraziando pubblicamente il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha parlato telefonicamente con il Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron della situazione in atto e dei passi da compiere in questo complesso scenario di crisi.
A tal fine, il Governo Italiano ha concordato con il Governo Francese un comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro ed a evitare un’escalation militare in Libano dove sono presenti contingenti italiani e francesi su mandato ONU per fare osservare la risoluzione 1701/2006 che ha imposto un cessate il fuoco, il disarmo dei gruppi armati (Hezbollah) a sud del fiume Litani, il ritiro israeliano, e l’estensione del mandato UNIFIL.
Foto credit @Marina Militare
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Questa base, pur essendo britannica e territorio d’oltremare del Regno Unito, si trova vicino a zone abitate da ciprioti, portando molte persone terrorizzate dalle esplosioni ad evacuare. Un drone di fabbricazione iraniana di tipo Shahed ha colpito la pista della base, probabilmente lanciato da Hezbollah, e altri droni sono stati intercettati dalle difese britanniche e da quelle cipriote a seguito del primo avvenimento.
Cipro ha una limitata capacità di difesa e ha avviato programmi per modernizzarla, ordinando nuovi equipaggiamenti tra cui anche il sistema israeliano Barak MX, un sistema molto sofisticato in grado di coprire anche le lunghe distanze, il cui acquisto ha sollevato polemiche da parte della Turchia che occupa la parte settentrionale dell’isola.
La prima a mobilitare le sue per forze per rafforzare le difese cipriote è stata la Grecia che ha annunciato l’invio della modernissima fregata Kimon del tipo HN FDI e di una fregata classe Hydra dotata del sistema C-UAS Kentauros di produzione nazionale che è stato testato in condizioni operative nel Mar Rosso con ottimi risultati.
Inoltre, il Governo di Atene ha inviato sulla base aerea di Paphos a Cipro anche quattro caccia bombardieri F-16V armati di missili AIM-120 AMRAAM ed IRIS-T e, probabilmente, anche sistemi C-UAS ed ha ordinato alla Difesa di spostare le batterie di difesa aerea ed antimissile Patriot per avere maggiore copertura.
Alle decisioni greche sono seguite quelle francesi con il Presidente Emmanuel Macron che ha disposto l’invio della Languedoc una fregata di classe Aquitaine o FREMM FR della Marine Nationale armata con missili ASTER e di sistemi di difesa aerea dell’Armée de l’Air et de l’Espace; quest’ultima invierà anche caccia bombardieri Rafale in Medio Oriente per proteggere gli Emirati Arabi Uniti.
Sempre il Presidente Macron ha ordinato al Carrier Strike Group della portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle che si trova tra Mar Baltico e Mare del Nord per esercitazioni congiunte con gli Alleati di invertire la rotta e trasferirsi nel Mediterraneo.
Lo stesso Macron ha annunciato di aver avviato consultazioni con gli Alleati europei per verificare la sussistenza delle condizioni per organizzare un Gruppo navale per le operazioni nel Mediterraneo orientale.
Per quel che riguarda il Regno Unito, il Ministero della Difesa ha deciso di inviare nell’area il cacciatorpediniere HMS Duncan di classe Daring o Type 45 dotato del sistema Sea Viper (ASTER 30) e con un paio di elicotteri Wildcat indicati per le missioni di supporto aeronavale armati con missili Martlet.
Inoltre, il dispositivo aereo che era stato preventivamente rafforzato prima dello scoppio del conflitto dalla Royal Air Force sulla base di Akrotiri è entrato in azione, con gli F-35B che hanno abbattuto droni in volo nella regione mediorientale sui cieli della Giordania mentre i Typhoon schierati in Qatar hanno abbattuto un drone diretto verso la capitale Doha con un missile aria-aria.
Infine, in questo clima di crescente tensione bisogna segnalare l’episodio che ha visto coinvolta la nave gasiera Arctic Metagaz battente bandiera russa che, a sud dell’isola di Malta nel Meditteraneo Centrale, è in preda a vasti incendi causate da un’esplosione le cui cause sono da accertare, con le Forze Armate di Malta che hanno avviato le operazioni SAR per trarre in salvo l’equipaggio.
La nave era attenzionata da tempo essendo sospettata di far parte della cd. “dark fleet” che opera traffici di combustibili di contrabbando, stante le sanzioni imposte alla Russia a causa del conflitto in corso con l’Ucraina.
Foto credit @Royal Navy
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Questa partnership fornirà servizi di trasferimento dati ad altissime prestazioni ed altissima velocità dall’orbita geostazionaria, consentendo comunicazioni satellitari più veloci, più sicure e più resilienti per applicazioni critiche. Si basa sul progetto SOLiS1 del CNES, guidato da Thales Alenia Space nell’ambito della componente spaziale del programma Francia 2030, e dimostrerà servizi di comunicazione laser ad altissima velocità di trasmissione dati attraverso l’atmosfera.
Nell’ambito di questa cooperazione europea, Thales Alenia Space fornirà il sistema SOLiS ed il payload ottico di bordo per il satellite geostazionario per telecomunicazioni Hellas Sat 5. Safran fornirà un prototipo di stazione di terra commerciale (“pilota”), che sarà installato presso il teleporto di Hellas Sat a Cipro (CyOGS). Questa stazione pilota comunicherà con la stazione FROGS del CNES, già operativa presso l’Osservatorio della Costa Azzurra sulla costa mediterranea. Questo sistema di comunicazioni sarà progettato per consentire l’interoperabilità con altri sistemi di comunicazioni ottiche satellitari in fase di sviluppo.
Destinate a rivoluzionare le telecomunicazioni satellitari, le comunicazioni ottiche in spazio libero potrebbero diventare un nuovo standard per la trasmissione dati sicura dallo Spazio, grazie a capacità notevolmente migliorate in grado di fornire velocità di trasmissione dati nell’ordine del terabit al secondo, nonostante le distanze coinvolte e le interruzioni causate dalle turbolenze atmosferiche.
Le comunicazioni ottiche dallo Spazio sono progettate per rendere le reti intercontinentali più resilienti, poiché i collegamenti in fibra ottica terrestri e sottomarini sono sempre più soggetti a sabotaggio; a questo proposito, i satelliti geostazionari per telecomunicazioni rappresentano una soluzione collaudata, convenienti ed in grado di offrire una copertura continua per trasferimenti di dati massivi ed ultrasicuri tra utenti a terra.
L’accordo di cooperazione è stato firmato durante una cerimonia speciale tenutasi in occasione della Conferenza “Battlefield Redefined 2026” (Nicosia, Cipro), un evento co-organizzato con la DG DEFIS della Commissione Europea in occasione della Presidenza cipriota dell’Unione Europea.
A questo importante evento hanno partecipato ministri greci e ciprioti e rappresentanti di Hellas Sat, CNES, Thales Alenia Space e Safran, nonché dell’Osservatorio Nazionale di Atene, dell’Hellenic Space Center (Agenzia Spaziale Ellenica) e di numerosi organi ministeriali ed autorità governative cipriote e greche, nonché importanti attori del settore spaziale, sottolineando così il carattere europeo ed il simbolismo geopolitico di tale iniziativa.
Le comunicazioni satellitari ottiche di nuova generazione sono di importanza strategica per Grecia e Cipro, poiché migliorano la resilienza, la sicurezza e la sovranità delle comunicazioni critiche nazionali e governative. Attraverso il programma Hellas Sat 5, Hellas Sat contribuisce attivamente allo sviluppo di tecnologie di nuova generazione che rafforzano la connettività sicura e l’autonomia strategica dell’Europa.
Questa partnership, che riunisce Francia, Grecia e Cipro, riflette il forte spirito europeo di cooperazione e progresso tecnologico, dimostrando così come l’innovazione congiunta possa sostenere una leadership tecnologica a lungo termine sia a livello nazionale che europeo.
L’ottica in spazio libero (FSO) sta rapidamente diventando uno standard per la trasmissione dati nello spazio, offrendo velocità di trasmissione di gran lunga superiori, nell’ordine di 1 terabit al secondo, rispetto alle poche decine di gigabit al secondo degli attuali sistemi di comunicazione satellitare. Si prevede che questa tecnologia rivoluzionerà l’infrastruttura delle comunicazioni spaziali, proprio come la fibra ottica ha trasformato le comunicazioni sulla Terra.
Il progetto VERTIGO della Commissione Europea e i progetti Co-Op, DYSCO ( Démonstration et sYstème SatCom Optique ) e SOLiS del CNES sono incentrati sulla ricerca e sullo sviluppo, con l’obiettivo di dimostrare collegamenti ottici spaziali ad altissima velocità di trasmissione dati attraverso l’atmosfera per connettere una moltitudine di utenti tramite orbite multiple, strutture terrestri e applicazioni.
Questi sviluppi dimostrano che la tecnologia delle comunicazioni ottiche è adatta a una vasta gamma di applicazioni end-to-end, tra cui l’accesso universale a Internet, la trasmissione diretta e permanente dei dati dai satelliti di osservazione della Terra, i collegamenti privati ai data center e il backup della fibra ottica terrestre in caso di crisi.
Riducendo il numero di satelliti necessari in orbita, l’introduzione dell’ottica nello spazio libero contribuirà a rendere l’infrastruttura orbitale più sostenibile e a ridurre la congestione nei cieli.
SOLiS ( Service Optique de Liaisons Spatiales Sécurisées , o servizio di collegamento ottico spaziale sicuro) è un progetto sostenuto dal CNES nell’ambito della componente spaziale del programma Francia 2030 del Governo Francese. Il progetto mira a dimostrare la fattibilità tecnica ed economica di un servizio di comunicazioni ottiche tramite satelliti geostazionari.
Thales Alenia Space è a capo del consorzio del progetto SOLiS, composto da grandi aziende industriali di primo e medio livello ( Safran , Bertin Technologies , Exail , Keopsys by Lumibird ), PMI ( Cedrat Technologies , Reuniwatt , OGS Technologies ) e un centro di ricerca ( ONERA ).
SOLiS sfrutta le tecnologie sviluppate attraverso il progetto Optical Communications (Co-Op), sostenuto dal Governo e guidato dal CNES, e si basa sui risultati delle dimostrazioni fornite per il progetto VERTIGO finanziato dalla Commissione Europea.
Fonte e foto credit @Thales Alenia Space
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