Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 India – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Mon, 08 Jun 2026 22:23:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg India – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 Gli Emirati Arabi Uniti si ritirano dallo sviluppo del Rafale F5 ed il mega contratto indiano rimane sospeso https://staging.aresdifesa.it/gli-emirati-arabi-uniti-si-ritirano-dallo-sviluppo-del-rafale-f5-ed-il-mega-contratto-indiano-rimane-sospeso/ Wed, 08 Apr 2026 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66492 Leggi tutto]]> La Francia ha dovuto incassare lo stop alla partecipazione finanziaria al programma Rafale F5 che era stata annunciata dagli Emirati Arabi Uniti già acquirenti della versione F4 del caccia bombardiere di Dassault Aviation, con 0ttanta esemplari ordinati.

Prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente Parigi ed Abu Dhabi avevano trovato un importante accordo che prevedeva un ruolo sostanziale degli Emirati Arabi Uniti nello sviluppo della versione F5 del Rafale, un vero e proprio ponte tecnologico tra il caccia di generazione 4,5 ++ ed il velivolo da combattimento di nuova generazione FCAS/SCAF.

In base all’accordo gli EAU avrebbero coperto il 70% complessivo dello sviluppo con una somma di 3,5 miliardi di euro.

Peraltro, la situazione è cambiata allorquando è stato reso noto che la Francia non avrebbe condiviso con gli EAU tecnologie considerate chiave; a quel punto i partner emiratini si sono chiamati fuori, lasciando la Francia a dover sostenere da sola lo sviluppo del Rafale F5 coprendo anche la quota di spese che sarebbe stata pagata dagli EAU.

Il programma Rafale F5

Per il programma Rafale F5 si prevedeva un esborso complessivo di 5 miliardi di euro a testimonianza dell’importante lavoro di sviluppo da effettuarsi sul velivolo che avrà capacità di controllare e cooperare con i droni da combattimento UCAV e CCA, integrando anche nuove capacità di comunicazione e cooperazione con altri velivoli e piattaforme multidominio, sensori e armamenti di nuovo tipo tra cui un missile antiradar ad alte prestazioni che sarà appositamente realizzato, nonché un nuovo sistema di protezione e concrete capacità di attacco elettronico.

Il programma Rafale F5 è giè previsto dalla Legge di Programmazione 2024-2030 ed è previsto che l’aggiornamento in questione (se si può ritener tale) sarà operativo entro il primo quinquennio del prossimo decennio.

I problemi con l’India

Ma le notizie negative per Parigi non sono finite poiché anche dall’India vi sono malumori relativi il mega contratto per 114 Rafale destinati alla Indian Air Force in buona parte da costruire localmente con assistenza tecnologica francese con quota crescente dal 30% al 60% di componenti prodotte in India.

Qui i problemi nascono dalla mancata approvazione francese alla richiesta indiana di poter accedere al codice sorgente dei sistemi elettronici dei caccia Rafale, limitando ed inibendo la capacità dell’India di modernizzare autonomamente il caccia bombardiere e di integrarvi armamenti e sistemi elettronici di produzione nazionale, tematica assai cara ed importante per il Governo di Nuova Delhi che spinge l’acceleratore sull’iniziativa “Make in India” per ottenere l’indipendenza dalle forniture estere in settori considerati strategici.

In particolare sarebbe precluso all’India l’accesso al radar AESA Thales RBE2, al processore principale ed al sistema di guerra elettronica SPECTRA del Rafale. praticamente il cuore e cervello del velivolo.

Ovviamente, il diniego francese ha sollevato polemiche e dubbi in India sulla prosecuzione del programma che ha un importo complessivo di ben 30 miliardi di euro; è facile immaginare l’impatto ultra negativo che avrebbe uno stop definitivo al programma sulle casse francesi e sul progetto FCAS/SCAF il cui sviluppo sarebbe finanziato con buona parte dei fondi ottenuti dal contratto indiano dei Rafale.

E’ altrettanto chiaro che uno stop al programma Rafale creerebbe un’importante vulnus alle capacità operative dell’Indian Air Force, costringendo il Ministero della Difesa di Nuova Delhi a trovare soluzioni alternative immediate o quasi, oltre ad accelerare lo sviluppo di un nuovo caccia nazionale e/o partecipare a programmi internazionali per velivoli da combattimento di nuova generazione.

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Immessa in linea in India la fregata INS Taragiri https://staging.aresdifesa.it/immessa-in-linea-in-india-la-fregata-ins-taragiri/ Tue, 07 Apr 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66472 Leggi tutto]]> Nei giorni scorsi la Indian Navy ha immesso in linea ufficialmente la INS Taragiri, quarta unità delle fregate di classe Nilgiri, sviluppate nell’ambito del Project 17A (P-17A).

Le fregate di classe Nilgiri rappresentano un’evoluzione della precedente classe Shivalik e presentani migliori caratteristiche di furtività e sistemi d’arma avanzati.

La INS Taragiri è stata costruita ed allestita dai cantieri Mazagon Dock Shipbuilders Limited (MDL) che, per l’impresa, hanno utilizzato circa 4.000 tonnellate di acciaio speciale prodotto in India e fornito da SAIL.

Caratteristiche della INS Taragiri

La nuova fregata disloca poco meno di 6.700 tonnellate, ha una lunghezza di 149 metri, larghezza di 17,8 metri ed un pescaggio di 5,22 metri.

La nave adotta una propulsione di tipo CODAG o COmbined Diesel And Gas incentrata su due turbine a gas General Electric LM2500 ed una coppia di motori diesel MAN 12V28/33D STC ciascuno da 6.000 kW di potenza, che le permettono di superare i 28 nodi di velocità, con un’autonomia di 5.500 miglia nautiche ad una velocità di crociera inferiore i 20 nodi.

Piuttosto numeroso è l’equipaggio composto da 225 tra marinai ed altro personale di bordo.

Dotazioni radar ed armamento

La INS Taragiri è dotata di radar multifunzione AESA EL/M-2248 MF-STAR di Israel Aerospace Industries (IAI), capace di tracciare centinaia di bersagli contemporaneamente e di radar di ricerca di superficie in banda L LTR-25 Lanza di Indra.

La difesa antiaerea è assicurata da 4 VLS ad 8 celle per missili Barak 8 cpn portata tra i 70 ed i 100 km mentre per il contrasto di superficie e per attacco di precisione contro bersagli terrestri sono disponibili 2 VLS a 4 celle per missili supersonici BrahMos.

A bordo dell’unità sono presenti anche un cannone Leonardo (OTO Melara) da 76/62 mm usato anche per contrasto navale ed un paio di CIWS AK-630 da 30 mm per la difesa di punto ed il sistema di difesa elettronica Ajanta EW che usa sistemi Kavach lancia chaff e flares per creare falsi bersagli sui radar nemici o deviare i sensori a ricerca di calore.

Per il contrasto antisommergibile la fregata è dotata di sonar a scafo HUMSA-NG di BEL e di cortina trainata, di 2 impianti tripli lanciasiluri Varunastra e di due lanciarazzi RBU-6000 con un totale di 72 razzi da 213 mm guidati o meno in grado di colpire bersagli a una distanza compresa tra 350 e circa 6.000 metri ad una profondità massima di 500 metri che con le munizioni 90R (RPK-8) raddoppia.

A bordo della fregata vi è un hangar doppio in grado di ospitare due elicotteri di medie dimensioni, come il vecchio Sea King od il nuovo MH-60R Seahawk per missioni di ricerca, soccorso e lotta antisommergibile.

Fonte e foto credit @Indian Navy

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Immesso in linea in India il SSBN Aridhaman https://staging.aresdifesa.it/immesso-in-linea-in-india-il-ssbn-aridhaman/ Fri, 03 Apr 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66400 Leggi tutto]]> L’Indian Navy ha immesso in linea ufficialmente il terzo sottomarino a propulsione nucleare lanciamissili balistici (SSBN), l’Aridhaman (S4).

E’ stato il Ministro della Difesa Rajnath Singh a darne notizia pubblicando uno stringato post sul social network X da cui si è appresa l’avvenuta immissione in servizio del nuovo SSBN indiano.

L’INS Arihant è stato il primo sottomarino del programma SSBN, seguito dall’INS Arighat. L’INS Arihant è stato varato nel 2009 ed è entrato in servizio nel 2016 mentre l’INS Arighat è entrato in servizio nell’estate 2024.

Caratteristiche dell’INS Aridhaman

L’INS Aridhaman è propulso da un reattore ad acqua pressurizzata da 83 MW e disloca tra le 6.000 e le 7.000 tonnellate, incorporando aggiornamenti tecnologici ottenuti dai feedback operativi della prima coppia di battelli già in servizio con la Indian Navy.

L’INS Aridhaman, come il quarto battello, dispone di un reattore aggiornato che offre migliori prestazioni e maggiori condizioni di sicurezza rispetto al modello installato a bordo della prima coppia di sottomarini; secondo fonti indiane, l’Aridhaman ed il quarto sottomarino, in realtà, costituiscono una nuova classe di SSBN rispetto ad Arihant ed Arighaat, da cui si differenziano per dislocamento, armamento e modifiche apportate al reattore ed agli stessi battelli.

Gli INS Arihant ed Arighaat sono armati con 12 SLBM K-15 che hanno una portata di 750 km o con 4 SLBM K-4 che raggiungono i 3.500 km, oltre sei tubi lanciasiluri da 533 mm per un massimo di trenta ordigni tra siluri, missili a cambiamento d’ambiente e mine

L’Aridhaman ed il quarto battello saranno armati, invece, con 24 SLBM K-15 o con 8 SLBM K-4, oltre i tubi lanciasiluri da 533 mm.

La componente SSBN è fondamentale per la strategia marittima dell’India contro la crescente forza navale della Cina, supportando la triade nucleare e la capacità di risposta strategica in caso di attacco da parte delle Forze Armate di Nuova Delhi.

Foto via social network X

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La Difesa Indiana avvia il programma per acquistare sessanta UCAV Ghatak https://staging.aresdifesa.it/la-difesa-indiana-avvia-il-programma-per-acquistare-sessanta-ucav-ghatak/ Wed, 01 Apr 2026 15:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66325 Leggi tutto]]> A Nuova Delhi il Ministero della Difesa indiano ha autorizzato il programma per la formazione di quattro squadriglie dotate di droni da attacco (UCAV) Ghatak, per un totale di circa 60 esemplari.

Il Ghatak è un velivolo da combattimento non pilotato (UCAV) dotato di tecnologia stealth, destinato alla Indian Air Force (IAF), progettato dalla DRDO, l’Organizzazione di Ricerca e Sviluppo del Ministero della Difesa; al momento, è stata realizzata una coppia di velivoli dimostrativi a dimensioni ridotte che è stata ampiamente impiegata dalla DRDO per raccogliere dati in vista dell’allestimento del prototipo.

Caratteristiche del Ghatak

Il velivolo è dotato di un turbogetto Kaveri, sviluppato localmente, che è installato nella versione priva di post bruciatore; entro la fine del corrente anno è previsto il roll-out del prototipo allestito nelle dimensioni reali.

Il velivolo adotta un configurazione ad ala volante priva di coda; la struttura risulta composta all’80-90% da fibra di carbonio per ridurre drasticamente la sezione radar (RCS), per contenere i pesi complessivi e per ottenere una maggiore resistenza.

Design stealth

Il Ghatak avrà un vano armi interno per il trasporto di missili e bombe a guida di precisione, mantenendo il profilo stealth durante le missioni di attacco in profondità fino al rilascio del carico d’armi.

L’UCAV indiano, del peso di circa 15 tonnellate e con quota di tangenza operativa di oltre 9.000 metri, sarà in grado di operare in modalità completamente autonoma, integrando sistemi di algoritmi di intelligenza artificiale (AI) per la navigazione e la fase di attacco, anche in ambienti dove il segnale satellitare potrebbe essere disturbato o negato.

Il Ghatak nasce per eseguire operazioni di soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD) e per eseguire attacchi in profondità in ambienti fortemente contestati (la IAF richiede un raggio d’azione di 500 miglia nautiche) ma si sta evolvendo in una sorta di “fedele gregario” o loyal wingman nell’ambito del programma Combat Air Teaming System (CATS) operante con i Tejas Mk2 e con gli AMCA di futura realizzazione.

Fonte e foto credit @Ministero della Difesa indiano/DRDO

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Nuovi Tunguska-M1 per l’India https://staging.aresdifesa.it/nuovi-tunguska-m1-per-lindia/ Mon, 30 Mar 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66224 Leggi tutto]]> Il Ministero della Difesa di Nuova Delhi ha firmato un contrattio per l’acquisto del sistema missilistico russo di difesa aerea Tunguska-M1.

Sistema missilistico di difesa aerea Tunguska-M1

Il contratto per la fornitura di sistemi missilistici di difesa aerea Tunguska-M1, del valore di 445 crore di rupie (circa 40 milioni di euro), per l’Esercito indiano, è stato firmato con la JSC Rosoboronexport, azienda russa, alla presenza del Segretario alla Difesa Shri Rajesh Kumar Singh.

Questi sistemi potenzieranno le capacità di difesa aerea multistrato dell’India contro le minacce aeree, inclusi droni e missili da crociera.

L’accordo rafforzerà ulteriormente il partenariato strategico di difesa indo-russo.

L’India già dispone del Tunguska-M di cui a suo tempo sono stati acquistati 24 esemplari.

Il Tunguska-M1

Il Tunguska-M è un sistema d’arma a corto raggio che combina missili e cannoni, radar di scoperta e tracciamento, sensori EO/IR e di controllo del tiro il tutto installato su un veicolo blindato cingolato 2S6.

Nella versione più recente M1 del Tunguska è presente un complesso radar 1RL144M, denominato “Hot Shot” dalla NATO operante con tecnologia pulse-Doppler 3D costituito da un radar di acquisizione (TAR) installato sulla parte posteriore della torretta, operante in banda E con copertura di 360° ed in grado di rilevare bersagli fino a 18-20 km di distanza che volano a 15 metri dal suolo e dal radar di inseguimento (TTR) posizionato frontalmente, operante in banda J (monopulse), con portata di circa 16 km che fornisce i dati di puntamento precisi per i cannoni e la guida iniziale per i missili.

Il sistema Tunguska-M è impiegato per la protezione delle unità in movimento dagli attacchi aerei condotti da elicotteri, droni e velivoli ad ala fissa a bassa quota, in qualsiasi condizione meteorologica.

A partire dal 2003 è in produzione la versione aggiornata 2K22M1 Tunguska-M1 che dispone del sistema di puntamento digitale 1A26 e sistema di comando e controllo Ranzhir, missili 9M311-M1 e presenta maggiore capacità di resistere alle contromisure elettroniche.

A bordo del Tunguska-M1 è presente anche un sistema di interrogazione (IFF) 1RL138 operante nelle bande C e D per evitare il fuoco fratricida.

I missili 9M311 e 9M311-1

L’armamento del Tunguska-M consiste in otto missili 9M311 e o 9M311-1 due cannoni a canna binata da 30 mm 2A38M.

I 9M311 sono missili superficie-aria a guida radar semi attiva in grado di ingaggiare velivoli ad ala rotante e fissa che volano a una velocità massima di Mach 1,5 ad una distanza compresa tra i 2.500 ed i 10.000 metri e che volano ad altitudini comprese tra 15 e 3.500 metri.

A loro volta i 9M311-1 migliorano le prestazioni dei 9M311, essendo in grado di ingaggiare gli stessi bersagli a distanze comprese tra 1.500 ed i 10.000 metri e che volano ad altitudini tra 5 e 6.000 metri.

La guida del missile 9M311-M1 avviene tramite un sistema ottico/radio (Semi-Automatic Command to Line of Sight). L’operatore mantiene il mirino sul bersaglio ed il sistema trasmette automaticamente i comandi di correzione al missile tramite un link radio.

Rispetto al modello precedente, il 9M311-M1 adotta una spoletta a radiofrequenza che migliora l’efficacia contro bersagli di sagoma ridotta che volano a bassa quota come i missili da crociera o come i droni; inoltre, impiega un faro IR pulsato ad una frequenza specifica che rende più difficile per le contromisure elettroniche (ECM) nemiche “ingannare” il sistema di tracciamento del Tunguska-M1.

Il cannone 2A38M

Il 2A38M è un cannone antiaereo automatico da 30 mm derivato dal cannone binato aeronautico da 30 mm GSh-30, con cadenza di tiro fino a 2.500 colpi al minuto che nel caso del Tunguska-M, essendo a canna binata, raddoppia a 5.000 colpi al minuto, in grado di ingaggiare droni ed altri bersagli che volano fino a 3.000 metri di quota ad una distanza fino a 4.000 metri.

A causa del calore generato dall’altissima cadenza di tiro il 2A38M adotta un sistema di raffreddamento ad acqua per le canne.

Il 2A38M impiega munizioni da 30×165 mm 2A42 e 2A72, inclusi i perforanti (AP-T) e gli esplosivi (HE-I/HE-T) che raggiungono una velocità alla volata pari a 960 metri al secondo.

Fonte Ministero della Difesa dell’India

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VEM e TKMS siglano accordo per produrre siluri in India https://staging.aresdifesa.it/vem-e-tkms-siglano-accordo-per-produrre-siluri-in-india/ Thu, 12 Mar 2026 14:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65684 Leggi tutto]]> VEM e TKMS hanno annunciato di aver sottoscritto un accordo di collaborazione per la produzione congiunta di siluri in India.

La tedesca TKMS ha firmato un accordo di cooperazione (Teaming Agreement) con VEM Technologies Pvt Ltd., con sede a Hyderabad.

Questa collaborazione segue un memorandum d’intesa firmato tra le due aziende nel 2025. 

Michael Ozegowski, Vicepresidente Esecutivo di ATLAS ELEKTRONIK, ha dichiarato che il nuovo accordo rafforza la partnership strategica ed il progetto “Make-in-India”fortemente voluto e sostenuto dal Governo di Nuova Delhi per ampliare le capacità indiane in settori strategici come il comparto industriale della Difesa, emancipando il Paese dalle forniture estere.

In una prima fase, il Teaming Agreement costituirà la base per la produzione di un siluro pesante per l’attuale flotta sottomarina della Indian Navy.

Inoltre, una cooperazione più approfondita tra TKMS e VEM è plausibile per potenziali programmi futuri.

 A medio termine, le due aziende vogliono costituire una joint venture per offrire siluri pesanti in India e creare nuove opportunità di esportazione.

L’intesa tra TKMS e VEM deve essere letta anche nell’ottica dell’avvenuta selezione da parte dell’India dei sottomarini tedeschi Type 214 per il programma Project 75I, battelli costruiti dalla stessa TKMS e che saranno costruiti su licenza in India con l’assistenza ed il trasferimento di tecnologia da parte del cantiere navale tedesco.

TKMS ATLAS Elektronik produce i SeaHake mod4/DM2A4 da 533 mm in servizio con la Marina Tedesca e diverse altre Marine (Grecia, Turchia, Pakistan, Spagna; il DM2A5 è la nuova generazione di siluri pesanti in sviluppo da parte di Atlas Elektronik per i futuri sottomarini Type 212CD della Marina Tedesca e Norvegese.

Il recente contratto con Wass per armare i sottomarini classe Kalvari

Sempre in tema di siluri per l’India, recentemente, nello scorso mese di dicembre il Ministero della Difesa di Nuova Delhi ha annunciato di aver assegnato alla società WASS Submarine Systems del gruppo Fincantieri il contratto del valore di oltre 200 milioni di euro per la fornitura di una cinquantina di siluri pesanti da 533 mm Black Shark Advanced (BSA).

Questi siluri, la cui consegna è prevista tra il 2028 ed il 2030, sono destinati all’impiego a bordo dei sottomarini Scorpène di classe “Kalvari” (P-75) che costituiscono, al momento, la componente subacquea convenzionale (SSK) più moderna in servizio con la Indian Navy.    

Oltre la fornitura di siluri pesanti BSA come indicato dal Ministero della Difesa indiano, il contratto assegnato a Wass comprende anche la fornitura delle reti di lancio per i sottomarini Scorpène, delle attrezzature di manutenzione e dei relativi ricambi, garantendo così un supporto completo ed integrato alla Indian Navy.

Fonte e foto credit @TKMS

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Missili BrahMos per l’Indonesia https://staging.aresdifesa.it/missili-brahmos-per-lindonesia/ Tue, 10 Mar 2026 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65630 Leggi tutto]]> A breve l’Indonesia diverrà il secondo utente internazionale dal missile supersonico d’attacco BrahMos frutto della cooperazione tra Russia ed India.

In tal modo l’Indonesia si aggiungerà alle Filippine che gìà gestiscono questo sistema con batterie di difesa costiera in servizio con l’Esercito e con il Corpo dei Fucilieri di Marina a protezione delle isole più esposte e dei passaggi obbligati nell’arcipelago.

La conferma del prossimo acqusito del BrahMos da parte indonesiana è stata data dal Ministero della Difesa di Nuova Delhi che ha annunciato l’intervenuta intesa con Jakarta e che la sottoscrizione del relativo contratto è prevista entro due mesi, prima della prossima estate.

Il contratto secondo indiscrezioni dovrebbe avere un valore attorno i 450 milioni di dollari; come le Filippine anche l’Indonesia è intenzionata ad acquistare la versione da difesa costiera e per attacchi di precisione a lungo raggio del Brahmos.

Il BrahMos è stato sviluppato congiuntamente dall’India, dall’Organizazzione di Ricerca e Sviluppo del Ministero della Difesa (DRDO) e dalla Russia, dalla NPO Mashinostroyeniya, ed è considerato uno dei missili da crociera supersonici più temibili in circolazione.

Caratteristiche del BrahMos

Il missile è lanciabile da terra, dalle navi, dai sottomarini e dai velivoli da combattimento; in questo ultimo caso l’Indian Air Force impiega i grossi Sukhoi Su-30 MKI appositamente modificati come piattaforme di lancio.

Il BrahMos dotato di una testata da 300 kg di alto esplosivo, di un avanzato sistema di guida inerziale (INS) e satellitare (GPS/GLONASS/GAGAN) con homing radar attivo nella fase finale di attacco, raggiunge quasi tre volte la velocità del suono (mach 2,8) e circa 300 km di gittata nella versione “ordinaria” a seconda della piattaforma di lancio e dalle modalità adottate.

In India la DRDO sta completando lo sviluppo della versione Extended Range del BrahMos che consentirà una maggiore capacità di attacco a lungo raggio attestandosi attorno i 500 km.

Nel corso di questi anno la stessa DRDO con il concorso dell’industria indiana ha sviluppato un numero crescenti di componenti del BrahMos che sostituiscono quelle di origine russe, aumentando la percentuale indiana nel programma nell’ambito dell’iniziativa “Make in India”.

Foto credit @Ministero della Difesa indiano

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Ulteriori 31 Rafale M per la Indian Navy https://staging.aresdifesa.it/ulteriori-31-rafale-m-per-la-indian-navy/ Mon, 23 Feb 2026 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65268 Leggi tutto]]> Con il gigantesco contratto per 114 caccia bombardieri Rafale destinati all’Indian Air Force del valore di oltre trenta miliardi di euro in fase di stipula tra Francia ed India, è emerso anche l’interesse della Indian Navy per ulteriori 31 caccia bombardieri Rafale M.

Come è noto, l’Indian Navy ha sottoscritto l’anno scorso con Dassault Aviation un contratto per 26 Rafale M, la versione imbarcata del Rafale, da impiegare a bordo delle portaerei INS Vikrant e INS Vikramaditya entrambe di tipo STOBAR, prive di catapulte e dotate di ski-jump e cavi d’arresto.

Il contratto per questi 26 velivoli ha un valore di oltre 8 miliardi di euro e prevede la partecipazione dell’industria indiana nell’ambito dell’iniziativa “Make in India”, fortemente voluta e sostenuta dal Governo Modi, per aumentare progressivamente la percentuale di componenti sviluppate e prodotte in India per ottenere l’indipendenza del Paese dalle forniture estere in determinati settori, come la Difesa, considerati strategici.

La commessa indiana prevede che 4 dei 26 Rafale M siano allestiti in versioni biposto; questa è una novità perché la Marine Nationale, finora unica utente del caccia bombardiere in oggetto, ha in dotazione esclusivamente esemplari monoposto e per la conversione operativa sul velivolo dei suoi piloti si appoggia all’Armée de l’Air et de l’Espace.

Pertanto, Dassault Aviation dovrà sviluppare una versione biposto del Rafale M per consentire al velivolo di decollare ed appontare sulle portaerei indiane.

Con i primi 26 esemplari l’Indian Naval Air Arm potrà iniziare a sostituire i MiG-29K monoposto e MiG-29KUB biposto in servizio con gli INAS 300 “White Tigers” ed INAS 303 “Black Panthers”.

I velivoli russi acquistati in due tranche in una quarantina complessiva di esemplari hanno sofferto diversi incidenti e problemi di operatività per carenza di parti di ricambio.

L’eventuale finalizzazione di altri 31 esemplari consentirà all’Indian Naval Air Arm di formare un ulteriore gruppo per le esigenze dei gruppi di volo delle due portaerei oggi attive, tenendo presente che l’Indian Navy ha in programma la costruzione di una nuova portaerei derivata dalla INS Vikrant.

Foto credit @Marine Nationale

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Lanciato con successo il missile balistico indiano Agni-3 https://staging.aresdifesa.it/lanciato-con-successo-il-missile-balistico-indiano-agni-3/ Sun, 15 Feb 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65062 Leggi tutto]]> Recentemente, in India il missile balistico a raggio intermedio “Agni-3” è stato testato con successo dal poligono di tiro integrato di Chandipur, Odisha.

Il suddetto lancio ha convalidato tutti i parametri operativi e tecnici previsti.

La prova di lancio è stata effettuata sotto l’egida dello Strategic Forces Command.

L’Agni-3 è un missile balistico a medio raggio accreditato di una portata attorno almeno i 3.500 chilometri.

Trattasi di un missile balistico a due stadi a propellente solido in grado di trasportare un carico utile di 1.500 chilogrammi; pur non essendo ammesso ufficialmente dalle autorità indiane, si ritiene che l’Agni-3 sia in grado di impiegare anche una testata nucleare.

Rispetto alle precedenti versioni 1 e 2, l’Agni-3 è più pesante (48 tonnellate) ed ha minore lunghezza complessiva che si attesta ora attorno i 16 metri.

 L’Agni-3 è caricato a bordo di un lanciatore mobile su rotaia e dispone di un sistema di guida computerizzato ad alta precisione.

Fonte e foto credit @Ministero della Difesa indiano

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Otto Dornier Do 228 da sorveglianza marittima per la Guardia Costiera Indiana https://staging.aresdifesa.it/otto-dornier-do-228-da-sorveglianza-marittima-per-la-guardia-costiera-indiana/ Fri, 13 Feb 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65006 Leggi tutto]]> Il Ministero della Difesa indiano ha sottoscritto un contratto con Hindustan Aeronautics Limited (HAL), azienda controllata dallo Stato, relativo la forntura di otto velivoli Dornier D0 228 insieme ad attrezzature operative per la Guardia Costiera Indiana (ICG).

Il Dornier Do 228 sarà fornito alla ICG allestito nella versione da pattugliamento marittimo per eseguire compiti di sorveglianza lungo le coste del sub continente indiano.

La ICG già impiega velivoli Dornier Do 228 nelle sottoversioni -100 e -200, di cui dispone di una quarantina di esemplari impiegati anche per compiti di individuazione e contrasto di sversamenti in mare di greggio ed altre sostanze inquinanti, ricerca e soccorso (SAR), trasporto ed evacuazione medica (MEDEVAC).

Il velivolo è dotato di radar di sorveglianza marittima, sensori infrarossi (FLIR), sistemi di gestione missione e di un cockpit digitale che facilita il lavoro ai piloti ed agli operatori dei sistemi.

Il Dornier Do 228 è un biturboelica leggero, noto per la sua versatilità e per possedere la capacità di decollo ed atterraggio corto (STOL); in Italia dagli anni Novanta questo velivolo è in servizio in 3 esemplari con l’Esercito Italiano che sono stati ammodernati dalla svizzera RUAG.

Foto credit @Indian Coast Guard

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